Bettolle ombelico del mondo

By Redazione

febbraio 8, 2012 politica

Al freddo e al gelo, si è aperta la stagione dei congressi del Pdl, anche nella verdeggiante Toscana. Esatto, dove ha casa Sting, dove fanno il vino buono e hanno quel simpatico accento. E poi Siena, con il Palio, gli agriturismi, le Contrade…una terra magica, raffinata e rustica al tempo stesso.

A proposito di Siena, dove eravate il 19 gennaio scorso dopo cena? Se eravate sintonizzati su La7, stavate certamente guardando Piazza Pulita. In quella puntata si parlava di un fatto particolare. Corrado Formigli vi avrà raccontato di come a Siena tanto del dibattito politico si svolge sulle nomine al Monte dei Paschi. Vi avrà portato testimonianze dell’esistenza di un meccanismo che ha qualcosa di perverso, che ha fatto sì che il Pdl finora vivesse un insano connubio con il centrosinistra, schieramento di maggioranza nel capoluogo di provincia, ed evitasse volontariamente di svolgere come si deve il suo naturale ruolo di opposizione. Basti pensare ci sono 6 consiglieri comunali del Pdl a Siena, ma a Piazza Pulita l’unica che è stata segnalata come di vera opposizione è stata Laura Vigni, sola consigliera di Sinistra e Libertà.  Insomma, una situazione piuttosto imbarazzante, che lascia un bel po’ di amaro in bocca soprattutto ai movimenti giovanili ed universitari vicini al centrodestra, che scalpitano per portare aria di rinnovamento e aspirano al recupero di una sana contrapposizione politica.

In questo clima non facile da gestire, si apre il congresso del Pdl anche nel senese.

Naturalmente previsto, come ovunque in Italia, nel capoluogo stesso, qualcuno ha pensato di spostare il congresso in una minuscola frazione di un piccolo comune della provincia: Bettolle. Bettolle è all’estremo sud della provincia senese, in Valdichiana. Esatto, dove c’è il famoso outlet. Forse è per quello che hanno spostato il congresso, perché nei tempi morti si va tutti all’outlet! Pare di no, pare che le motivazioni siano bel altre. Vediamo nel dettaglio.

In lizza al congresso si presentano due liste contrapposte. Ad una fa capo il giovane Francesco Michelotti, 29 anni, favorito e sostenuto proprio dai movimenti giovanili, in cordata con Fabrizio Camastra della DC per le Autonomie, dell’ex ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, e Fabio Cavini, vicino all’ex ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. L’altra è quella del coordinatore uscente Claudio Marignani, vicino a Denis Verdini e Altero Matteoli. L’ampio sostegno a Michelotti, che è anche presidente della Giovane Italia provincia di Siena, deve aver messo una certa ansia addosso ai due navigati pidiellini, parte integrante della vecchia nomenklatura del partito. La decisione dello spostamento del congresso a Bettolle è da attribuire a loro, i quali proprio in Valdichiana, oltre che su un outlet, possono contare sulla maggior parte dei loro tesserati. A nord della provincia di Siena, in Valdelsa, Verdini e Matteoli sarebbero molto tristi e soli: non hanno né outlet né tesserati. Nulla. E’ la terra dalla quale proviene il giovane sfidante Michelotti, è la terra dove loro hanno pochi amici. È naturale che non vogliano sentirsi tristi e abbiano deciso di fare il congresso dove sono in buona compagnia.

Peccato che questo loro desiderio non sia stato accolto di buon grado dai sostenitori del rinnovamento nel partito. Come possono reagire i giovani ad un sopruso operato dai ‘grandi’, più potenti e smaliziati di loro? La risposta, come sempre più spesso accade, è nella rete. Difatti, è subito partita una campagna spontanea di protesta e contestazione tramite Twitter, messaggi di un’ironia infuocata racchiusa in 140 caratteri, che riportano due diversi hashtag: #bettolleombelicodelmondo e #verdinitipiacevincerefacile. Lo scopo è soprattutto quello di denunciare, far sapere alla gente cosa succede dietro le quinte di un partito che ha bisogno di linfa vitale, giovani energie e idee nuove.

Ma lo scopo è anche quello di dare una svegliata lassù nelle alte sfere, che sanno e non sanno, avallano o tacciono, forse latitano. Chi non deve e non vuole latitare, invece, è il popolo del centrodestra, la gente, quella che esprime una preferenza alle urne e non vuole essere presa in giro.

È proprio allora che l’arma della rete diventa potente e inarrestabile. È l’unico strumento che può mettere a nudo i sovrani, lasciandoli da soli, con l’unica, magra consolazione di fare shopping all’outlet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *