Palestina unita

By Redazione

febbraio 7, 2012 Esteri

La frattura tra i movimenti politici palestinesi rivali pare essersi definitivamente risanata. Il Presidente dell’ANP Mahmoud Abbas ha infatti annunciato che guiderà un governo di unità nazionalead interimche traghetterà la politica palestinese alle prossime elezioni, la cui data non è stata però ancora fissata. La nascita del nuovo esecutivo, i cui membri saranno annunciati la prossima settimana nel corso di un incontro tra gli esponenti di al-Fatah e di Hamas in programma al Cairo, è il frutto di mesi di negoziazioni che hanno portato, lunedì scorso, alla firma di un accordo tra Abbas ed il leader del movimento islamico palestinese Khaled Mishaal.

I due, con il benestare dell’emiro del Qatar, Sheikh Hamad Ben Khalifa Al Thani, che ha ospitato l’incontro, hanno rotto gli indugi dando vita alla cosiddetta “Dichiarazione di Doha”. Con essa i movimenti rivali pongono le basi per una collaborazione volta a superare le frizioni e mettere al primo posto gli interessi del popolo palestinese.

A dire il vero, già nell’aprile scorso era stato fatto un tentativo del genere. Ma l’accordo era sfumato a causa dell’opposizione, da parte di Hamas, di concedere ad al-Fatah la guida del governo provvisorio. Opposizione che, in questo caso, non è stata invece avanzata, spianando la strada alla “riconciliazione palestinese”. Soddisfazione è stata espressa anche dal Primo Ministro di al-Fatah, Salam Fayyad, e dal suo omologo di Hamas nella Striscia di Gaza, Ismail Haniyeh, che vedono nell’accordo l’occasione per rafforzare la posizione dei palestinesi.

Anche sul piano internazionale l’annuncio dato da Abbas è stato accolto con soddisfazione. L’Ue, ad esempio, vede nella nascita del governoad interiml’occasione per porre fine alla resistenza armata. Soprattutto nella Striscia di Gaza dove, dal 2007, Hamas domina la scena politica con metodi non sempre ortodossi.

Di diverso tenore, e non poteva essere altrimenti, la posizione di Israele, che vede come una minaccia la riconciliazione tra i due maggiori movimenti politici palestinesi. Appena appresa la notizia, infatti, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che, con la firma dell’accordo di Doha, Abbas avrebbe abbandonato il percorso verso la pace per unirsi ad Hamas, considerato da Gerusalemme come il principale nemico di Israele.

Si tratta certamente di un duro colpo per Israele, che ha sempre beneficiato della divisione interna ai palestinesi, speso indicata come una sorta di “capro espiatorio” per il mancato raggiungimento di un accordo di pace. Ora, con i palestinesi compattati e la comunità internazionale che ne sostiene la causa, Netanyahu e il suo esecutivo dovranno trovare una nuova strategia per raggiungere il loro obbiettivo di conservare lo status quo, o quantomeno di concedere il meno possibile all’ANP. Un obbiettivo che ormai non accontenta più nessuno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *