La rivoluzione dei gesuiti

By Redazione

febbraio 7, 2012 politica

Se Sant’Ignazio fosse vissuto al tempo di Facebook probabilmente al posto del suo libretto degli Eserizi Spirituali avrebbe usato l’Ipad. E così i gesuiti nel 2012 non temono di usare la tecnologia. La rivoluzione della scuola 3.0 parte da un liceo vecchio di 200 anni, il Leone XIII, quell’istituto di eccellenza dove si è formato, fra gli altri, il presidente del Consiglio, Mario Monti, e che da oggi è pure su Facebook. A fare da pilota allo sbarco della rete dei Collegi della Compagnia di Gesù in Italia nel mondo del cloud computing è un ginnasio tutto nuovo, una classe in cui Tacito e Ovidio – ma anche il resto – si studieranno sul tablet.

“L’utilizzo di queste tecnologie cambia completamente l’insegnamento e si basa sul modo di apprendere dei ragazzi di oggi – ci spiegano dalla direzione della scuola -. Il professore, con una formazione didattica ad hoc, si trasforma nell’accompagnatore attraverso un percorso in continuo divenire, che mette al centro la persona e non più la nozione”. Un percorso in cui ciascuno, professore e alunno, può dare il suo contributo. Così si passerà dai libri di carta e dalle vecchie antologie a una biblioteca di classe sia cartacea sia virtuale, con testi costruiti (e scribacchiati, virtualmente) assieme. Così come il Maestro dell’epoca De Amicis compilava con zelo il prezioso Quaderno di Classe – passato come reliquia di mano in mano, per generazioni di insegnanti e di studenti – dal proprio tablet i ragazzi parteciperanno alla costruzione dei loro ebook di classe attingendo a risorse vastissime, contenute in qualche grammo di memoria. Addio anche alle lezioni frontali con gli occhi all’ardesia: le classi con il tablet potranno sedersi in cerchio, il professore potrà spostarsi fra i banchi, si potrà persino restare alla pari stando a letto con l’influenza.

Il progetto – che ha la supervisione di un team di esperti e il monitoraggio dall’Università Bocconi – è solo il primo passo. Perché dal tablet parte la strada verso un sistema a carattere nazionale che punta all’eccellenza: nel nuovo super liceo all’avanguardia il curriculum di studi si costruirà (e condividerà fra docenti) per competenze, secondo gli standard europei chiesti anche dalla Riforma Gelmini, l’inglese si farà sul serio (e i ragazzi saranno preparati, durante le ore scolastiche, a sostenere gli esami necessari all’accesso nelle migliori Università del mondo), il sabato sarà dedicato ad attività sportive e ricreative di gruppo e la scuola permetterà ai ragazzi di essere seguiti dai loro professori anche durante il pomeriggio. Praticamente un campus, ma alla maniera di Sant’Ignazio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *