Una vita senza eccessi

By Redazione

febbraio 5, 2012 Cultura

Oggi François Truffaut avrebbe compiuto 80 anni. Ce lo ricorda anche Google, dedicandogli tre diversi loghi, riferiti ad altrettante sue pellicole. Il regista, forse il più grande del panorama francese, è stato assieme a Jean-Luc Godard e Claude Chabrol uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague. A lui va riconosciuto il grande merito di aver rivoluzionato il ruolo del regista cinematografico: non più mero esecutore, ma vero e proprio sguardo nell’occhio della cinepresa.

Truffaut aveva iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo nei panni del critico, scrivendo nei “Cahiers du cinéma” assieme ad André Bazin, attraverso i quali ha rivalutato agli occhi della schizzinosa critica europea ed americana la figura di Alfred Hitchcock, allora apprezzato solo dal pubblico mainstream. Ma fu anche sceneggiatore ed attore: lo ricordiamo infatti in “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, di Steven Spielberg.

La morte prematura (scomparve a soli 52 anni a causa di un tumore cerebrale) non gli ha impedito di lasciarci una ben nutrita filmografia, tra cui spiccano diversi successi internazionali. Partiamo dall’autobiografico “I quattrocento colpi” (1959), la cui vittoria al Festival di Cannes lo consacra tra i grandi, a “Jules e Jim” (1961), in cui è narrata la morbosa storia d’amore di due amici per la stessa ragazza, e in cui la famosissima scena della corsa viene richiamata da Bernardo Bertolucci nel suo “The Dreamers”(2003). Fino all’indimenticabile “Fahrenheit 451″ (1966), il suo primo film a colori, tratto dal famoso romanzo di Ray Bradbury ed “Effetto notte”, primo episodio di quella che doveva essere la “Trilogia del mondo dello spettacolo” in cui recita proprio nella parte del regista Ferrant, e con cui ha vinto il Premio Oscar al miglior film straniero nel 1973.

Truffaut ci ha lasciato quel modo semplice di trasmettere emozioni, frutto di piccole situazioni reali, la dimostrazione che la delicatezza della vita reale non ha bisogno di scene erotiche o violente per richiamare l’attenzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *