Fate i congressi, ma fateli bene

By Redazione

febbraio 2, 2012 politica

Ancora non è esplosa, ma nel Popolo della Libertà sta covando una potenziale grana. È quella relativa alla stagione congressuale, uno dei principali temi intorno ai quali Angelino Alfano sta lavorando, sin da quando si è seduto dietro la scrivania di segretario del partito. Sotto la sua direzione, il Pdl sta cercando di porre le basi per una complessiva ristrutturazione. Che implica molte considerazioni a monte, e altrettanti possibili punti di arrivo a valle. Ma che sostanzialmente punta a rendere il partito una creatura pienamente autonoma dal suo fondatore.

Di strada dal predellino se ne è fatta. Per il 2012 gli azzurri hanno programmato una lunga serie di congressi, hanno fissato dei paletti di incompatibilità tra gli incarichi di partito e quelli ricoperti nell’amministrazione pubblica. È stato addirittura elaborato un regolamento per le primarie, tenutesi per la prima volta lo scorso fine settimana a Frosinone e previste per tutti i principali candidati a comuni, province e regioni. Una fase propulsiva della breve storia pidiellina, ma anche estremamente complicata.

“Alfano appena convoca un tavolo su un qualunque argomento viene sommerso da una salva di veti incrociati”, ci dice un deputato azzurro. Finisce che, in un periodo in cui bisognerebbe trasformare la spinta al cambiamento in un quadro di precise norme interne, regni invece una sostanziale confusione.

A notarlo, fra i primi, è stato un sito d’area, Daw-blog, molto attento (e critico) alle dinamiche interne a via dell’Umiltà. “Ad alcuni coordinatori locali sono state date istruzioni di raccogliere le iscrizioni e di non inviarle autonomamente presso la segreteria nazionale” ha raccontato un attivista del partito a Diego Destro, il responsabile del sito. “In quanto – proseguiva – nel caso fossero giunte per un qualsiasi disguido dopo il 31/10 non sarebbero state considerate valide”. “Ovvio che in pubblico si tende a negare tutto, ma sono cose sentite con le mie orecchie nel corso di alcune riunioni di partito”, spiega la stessa fonte all’Opinione.

Una questione che si pone anche in direzione opposta. A molti deputati è stato confermato quello che si sospettava da qualche settimana: il ritardo della consegna di molte tessere è dovuto al fatto che molte non sono state spedite. “La gran parte – spiegano a Montecitorio – la consegnano a noi o ai dirigenti locali del partito”. Il timore è quello che le tesserine azzurre e con il simbolo tricolore finiscano tra le mani di persone che sono state iscritte a loro insaputa.

Storture che stanno creando qualche scompiglio tra la base del partito. Soprattutto fra i giovani. Un gruppo di dirigenti della Giovane Italia ha dato vita al movimento dei Formattatori, dagli evidenti echi renziani. L’intento è quello di accelerare sul fronte delle primarie, archiviando al più presto la fase congressuale. Recuperando così il rapporto con la base, e innescando un meccanismo virtuoso nella selezione della futura classe dirigente.

Un vero e proprio documento a denuncia della poca trasparenza dei congressi è stato sottoscritto da alcuni dirigenti del movimento giovanile del nord-ovest. “Non solo non ci sono arrivate le tessere”, spiega Elisa Serafini, tra i firmatari, “ma nemmeno comunicano a noi dirigenti la data dei congressi. Ci dicono di andare a controllare sul sito”. Per Alfano si prospetta una strada lunga e in salita.

(l’Opinione)

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