A cosa serve l’Articolo 18?

By Redazione

febbraio 2, 2012 politica

Per il premier Mario Monti non è un tabù. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, non lo cita quasi mai espressamente per non incorrere nelle ire dei sindacati. Solo Cgil, Cisl e Uil sono inamovibili: «L’Articolo 18 non si tocca». Ma a chi serve davvero l’Articolo 18? È ancora un baluardo irrinunciabile per la tutela del lavoro, oppure è diventato ormai soltanto un involucro vuoto da difendere per partito preso? Rispondere è complicato, ma l’aritmetica aiuta.

Un’istantanea del 2009 scattata dall’Archivio statistico delle imprese attive fotografava la realtà delle imprese italiane che per quell’anno avevano lavorato almeno per sei mesi consecutivi. Le imprese con dipendenti erano 1.554.810. Tra queste, quelle con oltre 15 dipendenti, ovvero quelle per cui erano applicabili le disposizioni di reintegro del personale licenziato senza giusta causa o giustificato motivo, erano 101.615. Del resto, si sa, l’Italia è la nazione delle piccole e medie imprese, che sono la spina dorsale della nostra economia. Le imprese con meno di 15 dipendenti, infatti, erano 1.453.195, e quelle senza dipendenti addirittura il doppio: 2.915.938. Gli addetti erano complessivamente 17.510.988. I lavoratori potenzialmente tutelati ex Articolo 18, ovvero quelli impiegati presso aziende con più di 15 dipendenti, ammontavano a7.609.293. Il 43,4 % degli addetti del sistema di imprese italiano. Ma si tratta ancora di dati parziali. Secondo l’Istat, nel quarto trimestre del 2009, il numero complessivo di tutti gli occupati italiani (vale a dire anche i lavoratori autonomi, i dipendenti pubblici, i precari, e chi più ne ha più ne metta) ammontava a 22 milioni 922mila unità. A fronte di questo dato complessivo, i 7.609.293 lavoratori tutelati dall’articolo 18 rappresentavano dunque il 33,19 % degli occupati italiani. Perché, occorre specificarlo, l’articolo 18 non tutela ad esempio i lavoratori statali (praticamente illicenziabili). Ma, ironia della sorte, non tutela nemmeno i sindacalisti stessi: chi lavora nei sindacati, infatti, non gode della protezione ex articolo 18, nonostante queste organizzazioni abbiano alle loro dipendenze ben più di 15 lavoratori. 

Ma quante sono davvero le vertenze ex articolo 18? «Noi chiudiamo ogni anno all’incirca 50-60 reintegri sul lavoro ex articolo 18, che rappresentano grossomodo l’1% dei licenziati in generale», spiega Ivano Corraini, dell’ufficio giuridico della Cgil nazionale. «Si tratta di una stima approssimativa e tuttavia attendibile – prosegue Corraini – perché si basa sull’analisi effettuata nell’ultimo quinquennio delle richieste recapitate a circa il 30% delle postazioni Cgil sul territorio nazionale in cui vengono raccolte le vertenze di lavoro. In questo 30% sono ricompresi i centri maggiori, come Milano, Torino, Firenze e Bologna». Gli chiediamo di azzardare una stima complessiva, per quanto certamente da prendere con cautela, calcolando anche i lavoratori che si rivolgono ad altri sindacati: «I licenziati reintegrati sul posto di lavoro grazie all’Art. 18 potranno essere un centinaio ogni anno. Forse 200». 

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