Nethanyahu cerca più miti consigli

By Redazione

febbraio 1, 2012 Esteri

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è aggiudicato senza grosse sorprese le primarie del Likud, il partito nazionalista liberale. La conferma di Netanyahu alla guida del movimento era scontata, tanto da aver ottenuto addirittura un risultato lievemente migliore rispetto alle primarie del 2007. Infatti il premier ha surclassato lo storico sfidante, l’esponente della destra estrema Moshe Feiglin, con il 75% dei suffragi (mentre nel 2007 si fermò al 73,2%) togliendo ogni dubbio sulla leadership del partito.

A fare notizia è stato però l’andamento delle operazioni di voto. A qualche ora dall’apertura dei seggi, infatti, solo il 14% dei 125.000 aventi diritto di voto si era recato alle urne. Questo aveva fatto temere il peggio a Netanyahu il quale era sicuro della vittoria solo se si fosse raggiunto un alto livello di partecipazione. Ciò ha spinto il Primo Ministro a tenere una conferenza stampa con la quale chiedeva al suo elettorato di esprimere la propria preferenza al più presto.

Fortunatamente per lui, il messaggio è stato prontamente colto dagli attivisti del Likud. Infatti, per quanto abbia certamente contribuito all’aumento dell’affluenza il fatto che alcune sezioni elettorali siano rimaste aperte ben oltre l’orario stabilito per la chiusura (elemento che ha rallentato anche le operazioni di scrutinio), alla fine il 46% degli aventi diritto si è recato al voto, migliorando addirittura l’affluenza delle primarie del 2007 (quando votò il 40% degli elettori).

Scongiurata dunque la deriva estremista del partito, ora Netanyahu punta ad indire al più presto nuove elezioni. L’obbiettivo del premier è probabilmente quello di scrollarsi di dosso la scomoda alleanza (forzata) con i partiti della destra estrema che hanno spinto il governo di coalizione da lui guidato a politiche estremamente impopolari soprattutto agli occhi della comunità internazionale.

Ma l’esito di un’eventuale voto anticipato in Israele è tutt’altro che scontato per Netanyahu. Il Likud continua ad essere sì un partito forte, ma non sufficientemente per poter ottenere la maggioranza alla Knesset. Starà dunque a Netanyahu riuscire a trovare alleanze che gli permettano di spostare il baricentro del proprio esecutivo verso posizioni più moderate in modo da poter insidiare Kadima (le cui primarie sono in programma il prossimo 27 marzo), movimento nato proprio dalla costola più moderata del Likud e che oggi è primo partito nel paese.

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