Beferal 9000

By Redazione

febbraio 1, 2012 politica

“Trappola all’evasore” (l’Espresso), “Ecco il cervellone che insegue e svela chi evade le tasse” (Il Sole24Ore), “Dati finanziari a prova di privacy” (ItaliaOggi): sono questi i titoli apparsi negli ultimi  giorni riguardo al nuovo caso mediatico della tassazione nostrana. L’Agenzia delle Entrate sembra essersi trasformata nella Stasi, con occhi ovunque. Cosa sta accadendo? Sta accadendo che il governo Monti è sulla via di impostare la più grossa lotta all’evasione fiscale mai vista in Italia. Un gigantesco database che raccoglierà i dati di tutti gli italiani e dirà a Befera e colleghi come, dove, perché e quanto spendono gli italiani. E’ il passo del gambero: prima si chiedeva agli italiani la dichiarazione dei redditi e da quello si calcolavano le tasse da versare. Oggi, le dichiarazioni saranno il parametro iniziale: il Grande Fratello Fiscale ripercorrerà invece, a partire dalle spese effettive, quanto spendono gli italiani e lo metterà a confronto con la dichiarazione iniziale. E’ chiaro che si dichiarano 10mila euro l’anno e si comprano due Ferrari qualcosa non quadra.

Ma come funziona il sistema? In via Cristoforo Colombo c’è gran fermento. Venti server sono pronti ad essere connessi tra loro, con dentro 400 milioni di dati, divisi cittadino per cittadino. Le fonti di informazione saranno appunto le dichiarazioni dei redditi (Unico, 730, 770, Iva, Irap), le automobili ed altri mezzi di trasporto (elicotteri, barche, aerei) immatricolati, i contributi previdenziali e le assicurazioni (comprese quelle sulla vita e sull’automobile), le rate dei mutui, i movimenti di capitale, i contratti di assicurazione, le utenze domestiche, il possesso di beni di lusso, gli investimenti immobiliari, le spese per l’istruzione (vostro figlio va alla scuola pubblica o privata?), le spese per sport e tempo libero (soci di circoli sportivi ma anche numero di play-station o simili), per un totale di oltre cento voci di spesa. Il tutto per arrivare il più possibile al profilo di ogni singolo cittadino. Saranno molteplici anche i software che verranno utilizzati dall’Agenzia, tutti con nomi particolari: Serpico, Apple (contro l’evasione), Pandora (contro il lavoro nero), Radar (il grande motore di ricerca). Circa due mesi e mezzo di sperimentazione, fino al 29 febbraio prossimo, poi qualche ritocchino e da giugno la macchina sarà perfettamente in funzione. Insieme alla rilevazione, sarà necessario elaborare dei profili tipici dei contribuenti italiani. A questo proposito sono in preparazione 55 modelli fiscali che fungeranno da parametro. Insomma se la vostra professione è fare il dentista, di certo esisterà un modello medio del dentista che dovrebbe essere su per giù la rappresentazione della vostra vita media. I modelli riguarderanno anche la composizione dei nuclei familiari: alle Entrate hanno elaborato 11 nuclei familiari tipo, dal single alla coppia fino alle famiglie con tanti figli o alle vedove sole, il tutto diviso per fasce d’età e per residenza geografica. Analizzati quindi i redditi, fatta la comparazione col redditometro ed esaminati i conti correnti, scatteranno i richiami. Il Fisco ha infatti elaborato un sistema a semaforo: luce rossa per chi mostra uno scostamento spese/reddito di oltre 100mila euro. Da via Cristoforo Colombo arriverà quindi la chiamata per il contribuente che dovrà mostrare le spese fatte, altrimenti scatteranno gli accertamenti in profondità. Luce gialla per chi avrà uno scostamento del 20% rispetto al reddito, sempre però con cifre complessive al di sotto dei 100mila euro. L’Agenzia richiederà chiarimenti e poi si muoverà a seconda delle risposte del contribuente, se saranno più o meno esaustive e tempestive. Luce verde per scostamenti minimi, soprattutto se il contribuente dimostrerà tempestivamente la differenza: avete presente quando una giovane coppia compra un immobile e i genitori di lui o di lei danno una mano con i fondi di famiglia? In quel caso l’accertamento sarà incrociato tra riceventi e donatori.

In tutto ciò la nostra privacy dove finirà? Tutti questi dati non solo dicono quanto spendiamo, ma anche dove (ed in qualche modo con chi) passiamo il tempo libero, con che mezzi ci andiamo, quali sono i nostri gusti: meglio lo stadio o il teatro? In realtà niente di diverso rispetto a quello che accade giornalmente con Google o Facebook, che sanno esattamente quali collegamenti sponsorizzarci perché i loro algoritmi suggeriscono: quell’utente ha quell’età, è maschio, va sempre sui siti dei rivenditori di strumenti musicali, ergo sponsorizziamogli strumenti musicali. Befera affermava, ItaliaOggi del 19 gennaio scorso, che i dati saranno trattati con estrema cautela e con il concorso del Garante per la privacy. Inoltre le verifiche in profondità verranno effettuate solo da un ufficio preposto ai piani alti di via Cristoforo Colombo. Massimo tre-quattro funzionari selezionati saranno delegati ad assolvere a questi compiti. Ma il cittadino comune come la prenderà? L’invasione sui dati personali dà sempre fastidio e la privacy è un concetto oramai assodato da oltre un decennio. Nonostante ciò l’Italia è uno dei paesi europei con più utenti sui social network: la privacy è giusta però ci piace mettere in piazza gli affari nostri. E’ evidente, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione, una idiosincrasia tra comportamenti dichiarati ed effettivi. Forse il punto di vista da adottare è un altro e per farlo faremo un parallelo un po’ scivoloso: dall’11 settembre 2001 i governi non fanno altro che togliere privacy ai cittadini per aumentare la sicurezza degli homeland interni. Leggi più restrittive sulla sicurezza, più controlli, dagli aeroporti alle strade, telecamere ovunque, nelle metropolitane, agli incroci, ai bancomat, negli uffici pubblici, solo i bagni sono rimasti vergini da questa invasione. Ora proviamo ad immaginare che l’evasione fiscale sia un pericolo importante quanto i terroristi: l’evasione fiscale, cinquantennale morbo italico, ha creato crisi di lungo periodo, perdita di posti di lavoro, tagli alle strutture pubbliche (ospedali, istruzione, servizi). Secondo voi in Italia hanno creato più problemi i terroristi islamici o gli ospedali in condizioni tragicomiche?

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