Schnell, enfants de la Patrie!

By Redazione

gennaio 30, 2012 Esteri

L’asse franco tedesco che sta dominando la scena politica europea si rafforza ulteriormente. È quanto si evince osservando la riforma del mercato del lavoro chemonsieur-le-Présidentha presentato domenica ai suoi concittadini. Nel corso dell’intervista rilasciata a quattro cronisti nella sala delle feste dell’Eliseo e trasmessa a reti unificate, il presidente transalpino, che ha di fatto dato il via alla propria campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali in programma il prossimo 22 aprile (pur non avendo ancora ufficializzato la propria candidatura),  ha tentato di dimostrare ai francesi di avere in mente una strategia ben chiara per far tornare a cresce la Francia.

Tra i temi caldi affrontati dall’inquilino dell’Eliseo è svettato, come detto, quello del mercato del lavoro, a cui i cittadini d’oltralpe (così come gran parte degli europei) sono particolarmente sensibili. Sarkozy ha sottolineato che ritiene fondamentale risolvere il problema dell’alto tasso di disoccupazione nel paese – affermando che “un disoccupato non ha potere d’acquisto” – ed ha enunciato la ricetta per favorire l’impiego giovanile, introducendo l’obbligo di assumere il 5% di apprendisti nelle aziende con più di 250 dipendenti.

“Difendere e valorizzare il lavoro” sono aspetti fondamentali per rilanciare il paese, secondo il Presidente francese, il quale tenta di rilanciare il “made in France” prendendo però ad esempio la Germania (l’ingombrante cliente/concorrente economico). Nel corso dell’intervista, durata circa un’ora, Sarkozy ha più volte citato la cancelleria tedesca come esempio da seguire (indicando perfino le politiche del socialista Schröder) quasi a voler cementare ufficialmente la sempre più forte alleanza tra Parigi e Berlino ed insistendo sulla forza della coppia franco-tedesca per risolvere la crisi globale.

Le misure presentate da Sarkozy sono, secondo gli esperti, plasmate interamente su un modello tedesco e potrebbero rappresentare un arma a doppio taglio per il Presidente. Se da un lato, infatti, Sarkozy ha ottenuto il supporto della Merkel in vista della propria campagna elettorale (evento inusuale che vedrà il Cancelliere tedesco presentarsi ad alcuni appuntamenti della campagna elettorale primaverile al fianco del fido alleato), dall’altro questa sua iniziativa di coinvolgere Berlino anche nella politica interna francese potrebbe favorire l’ascesa dei movimenti ultra-nazionalisti come il Fronte Nazionale di Marine Le Pen.

L’annuncio della “germanizzazione della Francia” è arrivato a poche ore dall’inizio del vertice europeo di Bruxelles che potrebbe spianare la strada ad una “germanizzazione dell’Europa”. Infatti la linea tedesca, già forte dell’appoggio incondizionato di Parigi, trova oggi una sponda anche nell’Italia. Questo appare ormai chiaro, tanto che il vertice brussellese tra i 27 è stato anticipato da un incontro a 3 proprio tra la Merkel, Sarkozy e Monti che sancisce il definitivo ingresso del nostro paese nella cabina di regia delle politiche comunitarie.

Nodo cruciale rimane l’approvazione da parte dei paesi dell’Unione, ad eccezione della Gran Bretagna che si è chiamata fuori, del cosiddettoFiscal Compact(che prevede un’ulteriore stretta sui vincoli di bilancio) fortemente voluto proprio dalla Germania e che potrebbe permettere l’ammorbidimento di Berlino su altri temi in discussione a livello comunitario e che finora hanno visto la Merkel ferma su posizioni estremamente rigide.

Esiste comunque il rischio che le elezioni presidenziali francesi si trasformino in una sorta di “referendum sull’Europa”. Il principale sfidante di Sarkozy, il socialista Hollande, ha infatti fatto sapere che qualora diventasse presidente rinegozierebbe immediatamente proprio l’accordo sulFiscal Compact. Sembra quasi che in Francia i confini tra politica nazionale ed europea si siano fusi tra loro e d’altronde è quanto sta avvenendo un po’ in tutto il Vecchio Continente. Ma a stupire è il fatto che le politiche comunitarie siano diventate principale tema di dibattito nelle campagne elettorali nazionali con la Germania che continua ad allungare i propri tentacoli sugli affari interni degli altri paesi europei, riuscendo con fin troppa facilità ad imporre la propria linea politica.

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