Primarie per un nuovo Pdl

By Redazione

gennaio 30, 2012 politica

Domenica a Frosinone si sono tenute le prime elezioni primarie del PlL per scegliere il candidato sindaco per le elezioni di primavera. Dopo lo scrutino di ieri sera, toccherà a Nicola Ottaviani sfidare l’uscente Michele Marini del Pd. Ma oltre al vincitore c’è molto di più: il Popolo della Libertà ha finalmente aperto una breccia al proprio interno abbattendo il tabù della partecipazione.

Bene ha fatto Angelino Alfano a indicare un’altra strada. Per regolamento ogni comune sopra a 15 mila abitanti è obbligato a indire elezioni primarie per la scelta del Sindaco. Considerando che si vota in 28 Comuni Capoluogo ed in 134 Comuni superiori, c’è la possibilità che il Pdl metta in moto un vero motore elettorale.

Il dato di Frosinone è importantissimo: 2704 votanti (quasi il 6% degli aventi diritto) dei quali 1800 non iscritti al PdL, ovvero il 66% del totale. Ecco la distanza tra un partito novecentesco ed uno moderno. Tra il Pdl che abbiamo vissuto fino adesso e quello a cui dobbiamo tendere. Oggi la gente vuole partecipare alle scelte che contano, soprattutto scegliere i propri candidati nelle istituzioni e non il coordinatore provinciale o comunale che sia.

Le primarie così come concepite sono un’ottima chance di rilancio, ma per essere al passo con la società e con la rete (che è anch’essa un pezzettino di territorio) occorre fare di più. Mi aspetto che il Popolo della Libertà, qualora rimanga in vigore l’attuale legge elettorale, si impegni a scegliere almeno una quota di parlamentari con il sistema delle primarie. Se Angelino Alfano vuole rompere gli schemi deve essere il più coraggioso, più di quanto lo è stato fino adesso. Il primo a dover formattare il Pdl deve essere proprio lui, noi possiamo solo offrirgli delle sponde e fargli trovare terreno fertile quando lancerà idee nel segno del rinnovamento.

Il movimento politico deve dunque viaggiare su due binari separati a due velocità distinte: da un lato partito pesante e tesseramenti, dall’altro partito veloce, 2.0 e primarie.

Se le primarie per scegliere i sindaci sono ormai solo da consolidare e le primarie per i parlamentari sono una flebile speranza, quelle per scegliere il candidato Presidente del Consiglio sono irrinunciabili. Il candidato nel 2013 deve passare dalla gente anticipando anche la campagna elettorale che ci vedrà contrapposti al centrosinistra.

Facciamo una proiezione sul dato di Frosinone: se su 48.000 aventi diritto hanno votato 2704 (con solo 15 giorni di campagna elettorale), probabilmente in Italia su 47 milioni di cittadini aventi diritto voterebbero quasi 3 milioni di persone per scegliere il candidato premier del centrodestra.

Ecco la portata di una partecipazione nazionale che potrebbe servire per scaldare i motori. Siamo troppo futuristi?  Siamo troppo riformisti? Non lo so ma se vogliamo rilanciare il nostro movimento politico dobbiamo prima renderlo moderno e questo si può fare in due modi: rottamando una classe dirigente o aprire il partito con regole nuove per un graduale rinnovamento. Io tifo per la seconda scelta. Formattare è meglio che rottamare.

Andrea Di Sorte è il Coordinatore dei Club della Libertà

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