Abuso di cassa integrazione

By Redazione

gennaio 30, 2012 politica

La notizia esplode domenica scorsa. Gli ex dipendenti della Sigma Tau bloccano il pullman dell’AS Roma a Trigoria, chiedono a capitan Totti di scendere per spiegare le ragioni della protesta. Stanchi del silenzio attorno alla questione hanno scelto di farsi sentire, sfruttando le regole della comunicazione. Il risultato immediato è eccellente e permette alla questione di assumere una rilevanza nazionale. Prima di andare oltre è necessario riassumere i fatti.

Sigma Tau è una società leader nel settore farmaceutico e della ricerca, capofila di un gruppo che comprende anche Biosimp a Latina e la Biofutura a Milano, quest’ultima si occupa della vendita del prodotto. Il fondatore e padre premuroso dell’azienda è il compianto Claudio Cavazza, morto qualche mese fa ed amato da tutti i dipendenti per la capacità di sviluppare a Pomezia una realtà di eccellenza, lavorando sodo per la sua costante crescita. Meno fortunata, a quanto ci riferiscono i lavoratori, la gestione dei figli, i quali hanno affidato ad una società esterna lo studio delle criticità per il rilancio del business . Uno studio che i più maliziosi interpretano come mirato alla cessione, tanto da leggere così la mossa successiva.

Sigma Tau (dietro suggerimento degli esperti in questione) infatti decide l’iscrizione alla cassa integrazione di ben 569 persone, su un totale di 1400 dipendenti; praticamente un terzo dell’azienda. Ancora più critica la scelta del personale tagliato, priva di alcuna logica. Fatte fuori persone ammalate, lavoratori monoreddito, coniugi entrambi dipendenti; un colpo di spugna netto compiuto senza badare alle conseguenze. L’azione comporta una reazione ed il 6 dicembre i rappresentati sindacali del territorio, nel corso di un incontro con i vertici aziendali, chiedono ed ottengono di trasferire la trattativa a livello nazionale. Così il 15 dicembre ci si ritrova ancora allo stesso tavolo presso il Ministero allo sviluppo economico, non c’è Passera ma i dirigenti si, assieme ai sindacati, al sindaco di Pomezia ed ovviamente i rappresentati della Sigma Tau. La riunione punta ad ottenere un accordo, strumenti idonei per venire incontro all’azienda senza massacrare i dipendenti. Spiragli sembrano esserci, ma appunto è solo un’illusione.

Un mese dopo, il 16 gennaio nuovo tavolo di trattative in cui la Sigma Tau espone una rigidità totale: nessun accordo, quei lavoratori devono uscire dall’azienda. Ventiquattrore dopo partono le lettere di licenziamento e la cassa integrazione per le 569 persone iscritte nella lista nera diventa realtà. La partita ovviamente non è chiusa perché Enrico De Fusco, sindaco di Pomezia, legge la grave situazione sociale che si cela dietro alla situazione e sollecita l’intervento del Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. Così si arriva all’ultimo atto della vicenda, oggi alle 14 negli uffici dell’Unione Industriali si rivedranno tutti ancora una volta per cercare di raggiungere un accordo che possa andare bene.

Ci sarà anche il rappresentante della Cgil Federico Serafini, che ha una sua idea sugli obiettivi da centrare. “Puntiamo a tutelare il personale più esposto, ma cerchiamo anche di aiutare l’azienda a compiere passi, già pianificati con la vecchia gestione” spiega Serafini. “Chiediamo solo di farlo in maniera soft, accompagnando alla pensione chi è vicino, passando anche per cassa integrazione e mobilità, mantenendo in azienda tutti quelli per cui non esistono altre possibili soluzioni. Siamo anche disposti, assieme a tutti i lavoratori, ad attuare contratti di solidarietà, rinunciando ad una parte dello stipendio permettendo però la piena occupazione”.

Ma non si fa illusioni: “Devo dirle con assoluta franchezza che motivi per riporre fiducia nell’azienda ne vediamo pochi. Qualche speranza è riposta semmai nell’intervento del ministero, perché a Pomezia il rischio concreto è che possa crearsi un problema di ordine sociale; in un territorio già depauperato 500 persone in cassa integrazione rischiano di causare la morte delle attività. Mi spiego meglio facendo un esempio concreto: questi soggetti avranno problemi a comprare la carne dal macellaio, ripeto è una tematica che riguarda il territorio di Pomezia nel suo complesso. La Sigma Tau, che in più negli anni è cresciuta anche grazie ai contributi statali ha una responsabilità nei confronti del territorio, non può semplicemente lavarsene le mani. Io spero si possa arrivare ad un accordo, ma faccio anche notare che la tensione è alta, ed anche per questa ragione il Prefetto ha deciso di riaprire la trattativa”.

“Esiste, inutile negarlo, un problema di ordine pubblico” ammette Serafini con franchezza,  “ma l’intenzione di tutti è quella di scongiurare episodi di qualsiasi tipo sul territorio di Roma. Noi come sindacato stiamo facendo il massimo, ma non possiamo garantire in merito alla rabbia ed alla frustrazione dei lavoratori anche se al momento sembra tutto sotto controllo. Vedremo cosa accadrà domani”.

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