Buona la primaria

By Redazione

gennaio 29, 2012 politica

Non si può parlare di bagno di folla. Ma il 6% circa dell’elettorato attivo che ha partecipato alle primarie del Pdl a Frosinone è un buon segnale per il futuro degli azzurri. Sono circa 2700 i cittadini del capoluogo ciociaro ad essersi recati ieri in uno dei 6 seggi allestiti per l’occasione. Designando come candidato sindaco l’avvocato Nicola Ottaviani, con oltre 1900 preferenze personali. Una battaglia impari quella di Ombretta Ceccarelli e Giovanni Palazzi, che hanno chiuso rispettivamente a 374 e 321 voti. Ottaviani era il candidato di punta degli azzurri: sostenuto dal coordinatore regionale, Alfredo Pallone, e dal presidente della provincia, Antonello Iannarilli, ha avuto facilmente ragione degli avversari. Ma se si dovrà lavorare sulla competitività delle consultazioni, il dato di Frosinone mette in luce alcuni aspetti su cui poter costruire il Pdl che verrà. “Un esordio che non poteva essere dei migliori: 2.770 cittadini sono andati a votare e i due terzi non erano iscritti al Pdl”, ha commentato l’onorevole Mario Valducci, vice responsabile per gli Enti locali del partito. Confermando poi indirettamente l’appoggio dei vertici per Ottaviani, definito “il nostro candidato”.

Se l’apertura ad un elettorato non solo militante è da annoverare tra le indicazioni positive che giungono dal basso Lazio, anche la pluralità di candidature deve fare ben sperare. È vero che Ottaviani ha veleggiato su percentuali bulgare: probabilmente, essendo il primo esperimento in questa direzione, non sarebbe potuto andare diversamente. Ma occorre considerare la presenza di un altro candidato azzurro, la consigliera comunale uscente Ceccarelli, e quella dell’esponente di Futuro e Libertà Palazzi: entrambi hanno raccolto un pacchetto di voti certo irrilevante.

Segnali che rilanciano chi, nel partito, propone le primarie come modello parallelo, se non alternativo, a quello dei congressi. Secondo le indicazioni intercettate a via dell’Umiltà, i prossimi test si terranno a Brindisi e Taranto. Anche se il sogno di Angelino Alfano sarebbe quello di far celebrare le primarie a Palermo. Un successo della consultazione nel capoluogo siciliano, insieme alla grande confusione che regna ad oggi nel centrosinistra in Sicilia, potrebbe essere un buon colpo per l’immagine dell’intero partito. “La scelta di Alfano di andare verso il ‘decidi tu il tuo sindaco’ è assolutamente appropriata”, commenta ancora Valducci. “Basti pensare che uno dei risultati migliori della sinistra è stato Cagliari, dove sono andati a votare circa 5500 persone, compresi i sedicenni e gli extracomunitari senza diritto di voto: erano primarie di coalizione e gli aventi diritto ammontavano a circa 130mila. Il nostro è stato un grande risultato”.

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