Respect my Authority vol. 3

By Redazione

gennaio 27, 2012 politica

Ormai lo abbiamo imparato: l’Italia è una repubblica fondata sulle Authority. Ce ne sono già quattordici, altre due sono in dirittura d’arrivo. Ma non finisce qui: qualche giorno fa Giuseppe Recchi, presidente dell’Eni, ha detto che ne servirebbe addirittura un’altra, la diciassettesima. Svolgono principalmente il ruolo di garanti, talvolta operano come antitrust, vigilando sul corretto mantenimento della libera concorrenza in questo o quel settore. Ma cosa fanno? Come operano? Da chi sono composte? E, soprattutto, quanto costano? Tenetevi forte, siamo quasi alla fine del viaggio: eccoci all’ultima puntata dell’inchiesta di Notapolitica sulle Authority italiane. Nella prima puntata dell’inchiesta abbiamo parlato di Autorità delle Reti, di Consob, di Antitrust e di Garante per la Privacy. Nella seconda puntata abbiamo fatto conoscenza con la Covip, l’Agcom, l’Avcp e l’agenzia per il Terzo Settore. Oggi tocca a Cgs, Isvap, DigitPAGarante del Contribuente,  Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e Civit. Senza dimenticare le Authority ancora “in frigo”.

Cgs.Tra sindacati sul piede di guerra, taxisti, benzinai, forconi e camionisti, di questi tempi la Commissione di Garanzia Sciopero, istituita nel 1990, è sicuramente la più indaffarata tra le Authority. A lei tocca fare da arbitro tra le parti quando una categoria decide di incrociare le braccia. Più precisamente, valuta in primis “l’idoneità delle prestazioni indispensabili, individuate negli accordi tra le parti sociali e nei codici di autoregolamentazione, a garantire il contemperamento dell’esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati”. Presieduta da Roberto Alesse, è composta da altri sette commissari, un segretario generale ed un capo di gabinetto. Il rendiconto finanziario del 2009 riporta che la Commissione ha ricevuto 1.957.578 euro come “Trasferimento dal cap. 5025 dello stato di previsione delle spese del Ministero del Lavoro”. Le spese ammontavano a 2.845.184,15 euro, di cui quasi un milione di euro per le spese di mantenimento della Commissione e 514.500 euro per il personale in servizio. Gli emolumenti annui lordi del presidente ammontano a 118.317 euro, quelli di ciascuno dei commissari a 95.697 euro.

Isvap.  L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo è stato istituito nel 1982. Svolge di funzioni di vigilanza nei confronti delle imprese di assicurazione e riassicurazione “nonché di tutti gli altri soggetti sottoposti alla disciplina sulle assicurazioni private, compresi gli agenti e i mediatori di assicurazione”. A capo, il presidente e direttore generale Giancarlo Giannini, coadiuvato da un consiglio di sei membri e da un vice direttore generale. Nel bilancio di previsione 2011 si prospettavano entrate per oltre 58 milioni di euro, dei quali 57.923.749 euro dai contributi di vigilanza che i soggetti sottoposti a controllo sono tenuti a versare. Circa 58 milioni di euro anche il totale delle spese, di cui 295mila euro per l’indennità di presidenza, 670mila euro complessivi per l’indennità dei componenti del Consiglio, e 26 milioni 500mila euro di stipendi per il personale.

DigitPA. Dal 1 dicembre 2009, il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione è stato trasformato in DigitPA, ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Ha come mission la realizzazione dell’amministrazione digitale, attraverso la pianificazione, la progettazione, la realizzazione e la gestione dei sistemi informatici negli uffici pubblici. Per il semplice fatto di avere l’estensione .gov nell’indirizzo internet e di occuparsi di informatica, viene preso di mira da Anonymous e hacktivist ogni qualvolta inscenano una protesta contro il governo. Una vitaccia. Il presidente, Roberto Beltrame, riceve emolumenti annui pari a 200mila euro, mentre ciascuno dei tre componenti del Comitato direttivo ne percepisce 140mila. Il direttore generale percepisce annualmente 176.168,88 euro. Gli altri dieci dirigenti della struttura hanno emolumenti complessivi compresi tra 88.689,92 euro e 131.908 euro. L’ ammontare complessivo dei premi di produzione nel bilancio 2011 è pari a 31.654,76 euro, per quattro dirigenti.

Garante del Contribuente. È tempo di rivoluzioni per l’Authority di garanzia che opera a tutela di chi paga le tasse verso chi le riscuote, e che si pone come “un valido strumento di tutela e di mediazione tra i cittadini e l’Amministrazione finanziaria”. Da organo collegiale istituito presso ogni Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, e presso le analoghe strutture delle province autonome di Trento e Bolzano, si sta trasformando progressivamente in organo monocratico, con un solo responsabile per regione. Una volta messa a regime, la nuova struttura avrà un responsabile nazionale, individuato probabilmente nel presidente del garante laziale. Ma per il momento è ancora tutto in fase di definizione, compresi i bilanci, gli emolumenti, gli stipendi dei dipendenti, i costi e le voci di entrata. A raccontare cosa sia il garante del Contribuente, cosa faccia e perché, c’è solo un depliant distribuito dall’Agenzia delle Entrate. E basta.

Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. “Con l’approvazione definitiva del disegno di legge S.2631*, avvenuta il 22 giugno 2011, la Repubblica italiana ha finalmente scelto di dotarsi di quello che è considerato, a livello internazionale, uno degli strumenti più importanti per la protezione dei diritti e degli interessi delle persone di minore età: l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza”. Questa definizione, riportata dal Portale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, è tutto, o quasi, quello che per il momento si sa circa il Garante di giovani e fanciulli. La legge stabilisce si tratti di un organo monocratico nominato dai Presidenti della Camera e del Senato, e scelto “tra persone di notoria indipendenza, indiscussa moralità e specifiche e comprovate personalità nel campo dei diritti dei minori nonché delle problematiche familiari ed educative di promozione e tutela delle persone di minore età”. A capo del garante è stato nominato Vincenzo Spadafora, attuale presidente dell’Unicef Italia. Il suo mandato dura quattro anni ed è rinnovabile una sola volta. Come tutte le “autority” il garante per l’infanzia e l’adolescenza “esercita le funzioni e i compiti assegnati, con poteri autonomi di organizzazione, con indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione gerarchica” e, a questo fine, la legge istituisce anche l’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, alle dipendenze dell’Autorità, con un numero massimo di dieci unità.

Civit. La Commissione indipendente per la Valutazione, l’Integrità e la Trasparenza delle amministrazioni pubbliche ha l’obiettivo di  favorire l’efficienza dell’attività pubblica e la qualità dei servizi resi ai cittadini “garantendo la trasparenza dei sistemi adottati e la visibilità degli indici di andamento gestionale delle amministrazioni pubbliche”. Il compenso del presidente per il 2011 ammonta a 180mila euro, quello dei commissari è invece di 150mila euro, quello del segretario generale di 140mila. A differenza di buona parte delle Authority, la Civit non pubblica i propri bilanci on-line sul proprio sito web. A differenza di tutte le altre Authority, la Civit non rende pubblici i propri bilanci nemmeno su richiesta. A chi scrive è stato addirittura richiesto di allegare un documento di riconoscimento alla domanda di consultazione dei bilanci. Ciononostante, i conti della Civit continuano a rimanere un mistero insoluto. Quando si dice la trasparenza.

Quelle ancora “in frigo”. Sono l’Autorità di Vigilanza sulle Fondazioni Bancarie e l’Autorità per i Trasporti, la cui creazione è stata per il momento soltanto ipotizata ma non ancora messa in atto. Il loro scopo, già dal nome, è chiaro. La loro effettiva utilità un po’ meno, visto il forte rischio “carrozzone” e la sovrapposizione di competenze tra ministeri e Authority già esistenti. Come se non bastasse, mercoledì scorso il presidente dell’Eni, Giuseppe Recchi, diceva così al quotidiano La Stampa: «All`Italia serve un`agenzia con poteri dedicati ad attirare gli investimenti esteri per rilanciare la crescita». Insomma, il libero mercato a suon di Authority si conferma un marchio di fabbrica tutto italiano.

Leggi la prima parte dell’inchiesta

Leggi la seconda parte dell’inchiesta

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