Obama scalda i motori

By Redazione

gennaio 27, 2012 Esteri

Continuano senza sosta le primarie repubblicane negli USA. Il prossimo stato ad esprimere la propria preferenza su chi dovrà essere lo sfidante di Barack Obama alle elezioni di novembre sarà la Florida dove nella notte tra giovedì e venerdì ha avuto luogo un dibattito organizzato dalla CNN tra i 4 candidati rimasti in lizza per la nomination del GOP.

Il dibattito televisivo, che ha avuto luogo a Jacksonville nella sede della University of North Florida, è stata l’occasione per Mitt Romney per tentare di recuperare terreno nei confronti di quello che dopo il voto in South Carolina appare essere il suo principale sfidante: Newt Gingrich. Ed è stato proprio l’ex speaker della Camera dei Rappresentanti ad uscire dal confronto con le ossa rotte, apparendo in grossa difficoltà nel rispondere alle domande poste dal moderatore.

Sin dalla prima domanda sull’immigrazione clandestina (tema molto sentito in Florida) Newt Gingrich ha dimostrato tutti i propri limiti concentrandosi più sull’offensiva nei confronti di Romney che sull’esposizione della propria base programmatica a riguardo. Ma l’ex Governatore del Massachusetts, accusato dallo sfidante di essere il candidato più “anti-immigrazione” della corsa alla nomination repubblicana, ha reagito con vigore rispedendo al mittente l’accusa definendola “falsa e ripugnante”.

Il tema dell’immigrazione è considerato centrale da tutti i candidati alle primarie e questo perché l’elettorato repubblicano è particolarmente sensibile all’argomento. Inoltre proprio in Florida, è presente una delle più consistenti comunità ispaniche e nessuno dei candidati si poteva permettere di indispettire questo folto elettorato. È forse proprio per questo che, a dispetto dello scontro verbale tra Romney e Gingrich, tutti e quattro i candidati si sono detti favorevoli all’immigrazione legale.

Ma nonostante ciò è proprio attaccando i repubblicani sul tema dell’immigrazione che Barack Obama ha deciso di dare il via alla propria personalissima campagna elettorale. Ancora prima di ascoltare il dibattito di Jacksonville, infatti, il Presidente americano aveva rilasciato un’intervista al canale Univision durante la quale non ha indicato quale sarebbe il candidato repubblicano che temerebbe di più ma ha sottolineato che tutti quelli rimasti in lizza per la nomination si sbagliano sull’immigrazione.

Chiaramente Obama aveva preparato il proprio intervento basandosi su quanto emerso nel corso della campagna precedente al dibattito di Jacksonville in cui le posizioni emerse erano certamente più radicali rispetto a quelle esposte di fronte alle telecamere della CNN. Secondo l’inquilino della Casa Bianca “che si tratti di Romney, Gingrich, Santorum o chiunque altro [la base repubblicana] decida di scegliere rappresenterebbe una visione fondamentalmente diversa dell’America” aggiungendo che tale modo di vedere agli USA non ha nulla a che vedere con “l’America generosa, lungimirante ed ottimistica che ha costruito il paese”.

Con tale messaggio Obama, oltre che lanciare i primi attacchi ai repubblicani, sta certamente tentando di recuperare consensi proprio tra le fila di quella comunità ispanica che nel 2008 lo sostenne apertamente e che oggi invece si dice delusa dall’operato del presidente.

Al momento non è possibile dire se Obama riuscirà in questo suo intento, ma una cosa è certa: il Presidente ha iniziato la sua campagna elettorale.

 

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