Caos (calmo) nel Pdl

By Redazione

gennaio 27, 2012 politica

Chi ha incontrato ieri Fabrizio Cicchitto e Ignazio La Russa nelle riunioni del gruppo dirigente del Pdl, ha raccontato di un’aria estremamente distesa. Battutine, tirate di gomito, occhiolini: “Hai visto che caspita abbiamo creato sui giornali di oggi?”. Alcune ricostruzioni uscite sui giornali avevano ingigantito quello che molti tra gli onorevoli azzurri descrivono essere stato “uno scazzo” banale in un momento concitato.

Anche se qualche incrinatura nel gruppo dirigente pidiellino è evidente. “Stiamo pensando ad una delegazione Pdl formata da tre persone – ha dichiarato La Russa uscendo dal tavolo tecnico che si è occupato di legge elettorale – Oltre al sottoscritto, il vicepresidente dei senatori Gaetano Quagliariello e anche un deputato esperto della materia”.

“Ufficialmente non si è detto nulla al riguardo”, ha commentato caustico uno dei partecipanti alla riunione, intestando al coordinatore del partito “il solito tentativo di mettersi in mostra”. Smottamenti provocati dal crollo vertiginoso del Pdl nei sondaggi. Tant’è che quel che era valido due settimane fa, oggi è messo in discussione. Il partito è completamente privo di linea, commentano autorevoli fonti del gruppo parlamentare. La scelta di Berlusconi di eclissarsi per non nuocere all’immagine di Alfano si sta rivelando poco efficace. Sia per l’immobilismo sostanziale del segretario, sia per la selva di veti incrociati che solleva “non appena si muove, fosse anche solo per convocare un tavolo di lavoro”.

Daniela Santanchè ha invocato un ritorno in scena del Cavaliere con un plateale “Salga a bordo, cazzo!”. Con toni pacati, è lo stesso pensiero dell’onorevole Giuseppe Moles: “Conosco Berlusconi da diciotto anni, e non lo vedo proprio come pensionato”. La spinta affinché l’ex-premier ritorni ad interpretare un ruolo attivo c’è, ed è forte. Non per delegittimare Alfano, ma per restituire quella forza propulsiva che gli azzurri sembrano aver smarrito. Operazione non facile, considerando il diffuso malumore dei deputati nel sostenere i provvedimenti del governo. “Nel partito ci sono delle perplessità su alcuni punti, anche programmatici”, conferma Beatrice Lorenzin, deputata proveniente dalle fila di Forza Italia. “Non tutte le decisioni prese da questo governo sono condivise sul piano politico, culturale e programmatico”. Un problema per molti versi serio, che arriva a creare “sgomento” secondo Lorenzin.

“Il problema è che manca una linea politica”, si sussurra nei corridoi di Montecitorio, “in mancanza della quale non si sa bene dove andare, si naviga a vista”. Tanto che è tornata a circolare l’ipotesi, sostenuta con forza da alcuni consiglieri del Cavaliere, di una “lista civica Berlusconi”. Un nuovo partito che si affianchi al Pdl del quale il Cav assuma la presidenza onoraria.

“È un momento molto delicato – continua Lorenzin – perché siamo in una fase di grande elaborazione, abbiamo i congressi alle porte, e il dibattito interno è acceso su tutto”. Anche sulle primarie per la designazione del prossimo candidato premier: “Le faremo a tutti i livelli”, sostiene Lorenzin. Ma qualche suo collega non ha la stessa certezza granitica: “Sono in arrivo la sentenza Mills, quella della Cassazione su Dell’Utri. E poi c’è la questione delle frequenze. Fra 15 giorni ogni scenario è possibile”.

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