Sallusti: perché sì

By Redazione

gennaio 26, 2012 politica

Alessandro Sallusti sta al politicamente corretto come Ilona Staller al valore della verginità, e va bene. Sul pessimo gusto di tirare in ballo a fini sensazionalistici i campi di concentramento proprio nel Giorno della Memoria non si discute. Sallusti avrebbe fatto meglio a rinfacciare ai tedeschi l’affondamento del transatlantico Lusitania, che nel 1915 causò la morte di 1.198 civili innocenti, e ci sarebbe scappato anche il parallelismo nautico senza profanare l’Olocausto. Ma il perbenismo peloso italiota che si indigna per il titolone del Giornale, ignorando bellamente la becera retorica protonazista dello Spiegel, proprio non va bene per niente.

È un illeggibile Jan Fleischhauer quello che specula sulla tragedia della Concordia per tracciare il solco lombrosiano tra la razza superiore germanica e i subumani dello Stivale. “In un modo o nell’altro – scrive l’eugenetico giornalista – fino ad oggi è rimasto in noi l’unno che aspetta solo di tornare a battersi. E stranamente funziona sempre”. E poi ancora: “Non occorre scomodare la genetica, per arrivare alla conclusione che le nazioni si distinguono tra loro. Esistono infatti motivi climatici e anche la lingua ha la sua importanza. Normalmente questo è secondario, ma nessuna politica dovrebbe basarsi sulla considerazione che le frontiere conservano il loro significato solo in senso figurato”. E giù una lunga serie di agghiaccianti considerazioni infarcite di luoghi comuni in stile “pizza & mandolino” e Deutschland über alles. Da un lato i tedeschi, schiatta nobile, eroica e fiera. Dall’altro noialtri italiani, niente più che una razza di cialtroni.

È fuor di dubbio che per rispondere agli insulti razzisti dello Spiegel il Giornale abbia scelto la ripicca in salsa pecoreccia. Ma prima di partire alla carica con il vergognismo nazionalpopolare, si potrebbe considerare che i Martufello non hanno mai ammazzato nessuno, Mengele sì. Quel che scrive Fleischhauer è inaccettabile. Quel che scrive Sallusti, al netto di un titolo scandaloso, è che prima di fare le pulci alla cultura altrui sarebbe il caso di sostenere un piccolo esamino di storia patria. E di coscienza.

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