Verospread alla sbarra

By Redazione

gennaio 25, 2012 politica

C’è un dato che è diventato quasi un proverbio, un modo di dire. Si usa per scoraggiare i giovani che vogliono intraprendere la carriera forense. Era il 2008 e il presidente reggente della corte d’Appello di Roma, Claudio Fancelli, con riferimento all’Ordine degli Avvocati di Roma, dichiarò: “ha più avvocati che tutta la Francia”.

Con lo spread che apre a quota 431 punti, oggi non è del numero di avvocati che affollano la capitale d’Italia che vogliamo parlare. Comunque, quello che diamo, è un numero che con gli avvocati c’entra eccome. Il numero di oggi è 158, la posizione che l’Italia ricopre nella classifica mondiale per velocità dei processi civili.

Parliamo di una lentezza ormai cronica, dal momento che i fascicoli di processi civili pendenti accumulati nei tribunali risultano essere già più di 6 milioni, ai quali se ne sommano 3,5 relativi ai processi penali pendenti. Non solo una perdita di tempo ma una vergognosa perdita di denaro, un danno enorme per il Pil. Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha recentemente dichiarato che, secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, “l’inefficienza della giustizia civile italiana può essere misurata in termini economici come pari all’1% del Pil”. Aggiungiamo a questo che le spese per i tribunali vanno ad aggiungersi a quel grande calderone che si chiama ‘spesa pubblica’, con un peso pari a circa 7,5 miliardi di euro.

Proprio in questi ultimi giorni, con la recente proposta di rendere obbligatoria da parte degli avvocati la presentazione di un preventivo di spesa da sottoporre ai propri assistiti prima dell’avvio di qualsiasi azione legale, si è sentito spesso obbiettare che è impossibile sapere con certezza quando finirà un processo. Per un fallimento la durata media supera i 10 anni, ed è solo un esempio di quanto può essere portata alle lunghe una causa. Un processo civile dura in media 7 anni, uno penale, circa 4,5. In Germania un processo civile dura in media dai 4,5; processo penale  8,1 mesi. Se non fosse sufficiente, basti pensare che per recuperare un credito, in Italia ci vogliono in media 1.210 giorni, in Germania 394.

158, quindi. Il Gambia è più veloce di noi e, se può interessare, anche la Mongolia. Certo, da noi si mangia meglio…

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