Se al-Fatah corteggia Hamas

By Redazione

gennaio 25, 2012 Esteri

Hamas e al-Fatah, i due maggiori partiti politici palestinesi storicamente divisi da visioni contrastanti, continuano a compiere passi verso la definitiva riconciliazione. L’ultimo, in ordine cronologico, è avvenuto in questi giorni quando di comune accordo i due movimenti hanno riaperto un centro di iscrizione elettorale nella Striscia di Gaza dando di fatto il via al percorso che dovrebbe condurre entro la primavera alle elezioni.

L’ufficio della Central Elections Commission di Gaza City era stato chiuso all’indomani della presa di potere della piccola enclave palestinese da parte del partito integralista Hamas nel 2007, ad un anno dalle elezioni che videro proprio il movimento palestinese affiliato ai Fratelli Musulmani ottenere la maggioranza relativa dei consensi popolari.

Fu proprio questo evento a sancire la rottura definitiva della convivenza “pacifica” tra i due movimenti, con Hamas (da sempre considerato una minaccia da parte della comunità internazionale per le sue posizioni estremiste e per la totale mancanza di volontà di negoziare con Israele) che ha sempre rimproverato ad al-Fatah (il partito del Presidente Abbas, che gode dell’appoggio internazionale) di essere eccessivamente “morbido” nei confronti dello Stato ebraico.

Già da tempo, però, al-Fatah ha dimostrato di aver cambiato radicalmente strategia decidendo di adottare una linea più dura nei confronti del Governo di Netanyahu. Questo ha permesso al movimento moderato palestinese di riconquistare la fiducia del più radicale Hamas ed avviando con quest’ultimo un percorso che potrebbe condurre ad un’unificazione delle varie anime palestinesi,conditio sine qua nonper presentarsi in una posizione di forza al tavolo dei negoziati con Israele e per proseguire nel tentativo di riconoscimento internazionale dell’entità statuale palestinese.

Proprio per questo motivo Israele guarda con preoccupazione al riavvicinamento tra i due movimenti e la dimostrazione arriva dagli arresti compiuti negli ultimi 5 giorni di altrettanti uomini appartenenti ad Hamas. A confermarlo è Ismail Ashkar, membro di Hamas, il quale ritiene che “ogni volta che [i due partiti palestinesi] si muovono verso la riconciliazione e verso la riattivazione del Parlamento palestinese, Israele colpisce i rappresentati di Hamas in Cisgiordania”.

A detta del movimento radicale palestinese, dunque, gli arresti operati da Israele avrebbero finalità politica. Ma Gerusalemme nega, per quanto le tempistiche paiano confermare la tesi di Hamas. Questo aspetto non può che indebolire ulteriormente il già fragile tentativo di riavviare i negoziati che la rappresentante europeo Ashton punta a ravvivare in settimana, quando incontrerà ad Amman i rappresentanti palestinesi ed israeliani.

Lo stesso rafforzamento dei legami tra Hamas ed al-Fatah non fa che confermare la volontà del Presidente palestinese Abbas di continuare con la linea dura nei confronti di Israele forte soprattutto della decisa svolta filo-palestinese del Vecchio Continente.

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