Verospread: tristi primati

By Redazione

gennaio 24, 2012 politica

Mentre lo spread scende oggi sotto i 430 punti, noi continuiamo a fornire alcuni numeri che possono meglio dare l’idea dei ritardi che il nostro paese presto o tardi dovrà decidersi ad affrontare.

Quello dei costi della politica è un argomento particolarmente popolare, o sarebbe forse più adatto dire “impopolare”, per via del carico di malumore e amarezza che si porta dietro. Senza voler facilmente cavalcare l’onda dell’indignazione a comando e cercando di non fare facile demagogia, il numero che forniamo oggi è il seguente: 27,35.

Parliamo di euro. Il numero si riferisce allo 0,11% del Pil pro capite di ogni italiano. Tanto costano ogni anno i politici ad ogni cittadino del Belpaese. Per il costo pro-capite dei politici nazionali, l’Italia detiene un triste primato mondiale. Una cifra che è quasi il doppio rispetto a quella sborsata dai nostri vicini francesi, i quali, per i loro politiciennes, pagano 14,42 euro a testa, laddove ogni Politiker tedesco, costa ad ogni connazionale 10,86 euro.

A giudicare da quanto siamo disposti a sborsare per la sua sopravvivenza e prosperità, verrebbe da pensare che la nostra coccolata classe politica sia anche la più amata al mondo. Non sarebbe neanche necessario fornire cifre esatte per individuare quale sia l’indice di gradimento degli italiani verso i loro governanti. In effetti, però, i numeri aiutano, perché rispecchiano in modo piuttosto fedele qualsiasi chiacchiera da bar alla quale assistiamo ogni giorno. Secondo l’indagine su “Gli Italiani e lo Stato”, realizzata da Demos & Pi per La Repubblica, meno del 4% dei cittadini (il 3,9%) crede ancora ai partiti e solo l’8,9% ha ancora fiducia nel Parlamento.

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