Ultime da Atene

By Redazione

gennaio 24, 2012 Esteri

Le manifestazioni dei cittadini esausti per le continue misure bloccano le vie del centro di Atene, mentre il governo greco deve salvare la nazione e tirarla fuori dal baratro del debito. La maggioranza della popolazione pensa tuttavia che i politici avrebbero dovuto impegnarsi di più per affrontare la situazione economica.

A due anni e mezzo dal giorno in cui l’ex primo ministro George Papandreou, dall’isola di Kastelorizo, annunciò che la Grecia aveva chiesto l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, molte questioni spinose rimangono aperte. Mentre il popolo Greco combatte per sopravvivere, i politici greci combattono per la loro sopravvivenza nel palcoscenico della politica.

Due mesi fa è stato formato un governo di coalizione, dopo che l’ex primo ministro George Papandreou fu costretto a dimettersi. Lucas Papademos, un tecnocrate, ex vicepresidente della Banca Centrale Europea, è diventato il primo ministro greco. I tre partiti che partecipano al governo di coalizione sono Pasok (partito socialista, che è stato al potere negli ultimi due anni), New Democracy (partito conservatore) e il Partito Popolare Ortodosso.

Papademos è stato scelto quale persona rispettata e credibile, dal momento che la Grecia deve convincere i prestatori della sua credibilità e nessun politico era considerato in grado di farlo. Tutti parlavano di un governo che avrebbe guidato la nazione fino alle elezioni, così che la Grecia potesse attuare le misure richieste dai prestatori, evitando il default. Intervistato dal New York Times, Papademos ha lanciato un appello ai politici greci, perché lasciassero passare le misure economiche chieste dai creditori stranieri in cambio dell’aiuto necessario ad uscire dalla crisi.

Il governo greco sta negoziando con gli stessi creditori, provando a guadagnarsi la loro fiducia, aggiudicandosi così l’accesso al prossimo prestito di 130 miliardi di euro. Si pensa che entro il weekend (20-21 gennaio) si raggiungerà un accordo sul programma Psi (Private Sector Agreement). Queste negoziazioni sono fondamentali poiché la Grecia sta lottando duramente per guadagnarsi la possibilità di accedere ad un’ulteriore tranche di prestiti. In 20 marzo dovrà restituire 14,4 miliardi di euro per ripagare il debito, altrimenti dovrà dichiarare il default.

Ai microfoni della Cnbc, Papademos ha spiegato: “Le prossime settimane rappresentano una grande sfida, perché dobbiamo portare a termine due processi interconnessi. Da un lato abbiamo completato la discussione sulla riconversione volontaria del debito greco, il cosiddetto processo Psi. Allo stesso tempo dobbiamo formulare un nuovo programma di adeguamento economico per il periodo 2012-2015, d’accordo con i nostri partner europei e con il Fondo Monetario Internazionale. I due processi dovranno essere portati a termine nei prossimi due o tre mesi, questo è l’obbiettivo”.

Mentre le negoziazioni sulla sopravvivenza del partito continuano, i partiti sono interessati alle elezioni, più di quanto dovrebbero. Si pensa che le elezioni avranno luogo ad aprile, ma vi sono più scenari possibili. Dall’altro lato, il popolo Greco deve affrontare una realtà difficile. Secondo Klimaka (una Ong), la popolazione che vive per le strade è aumentata del 25%, arrivando a toccare le 17.000 – 20.000 unità negli ultimi due anni. Il problema più grande è il tasso di disoccupazione che, nell’ottobre 2011, ha raggiunto il 18,2%. La crisi economica ha creato una nuova categoria di senzatetto, chiamata neohomeless. Sono cittadini che lavoravano e avevano una vita normale. Hanno perso il lavoro e non hanno possibilità di guadagnarsi da vivere.

Il ministro degli Esteri tedesco, in visita in Grecia un paio di giorni fa, ha usato parole incoraggianti verso la Grecia, esprimendo il suo sostegno alla nazione. Parallelamente, Papademos ha dichiarato al New York Times: “Sono fiducioso, possiamo superare la crisi, a condizione che restiamo uniti nel nostro sforzo per abbattere il debito e risolvere i problemi di competitività. E penso che il popolo greco sia unito; è anche importante che le forze politiche lo siano, rispondendo alla volontà del popolo greco”.

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