A sinistra del Pd

By Redazione

gennaio 24, 2012 politica

Le voci si fanno ogni giorno più insistenti. Sotto la spinta propulsiva di Nichi Vendola, sta prendendo corpo l’idea di formare un raggruppamento politico che occupi la sinistra del Pd e possa avere un certo peso contrattuale quando si dovranno decidere le alleanze per le prossime elezioni. Il governatore della Puglia si è abilmente inserito in uno spazio politico lasciato libero dai Democratici, costretti dagli eventi a sostenere il governo tecnico.

Nei corridoi di Montecitorio i bene informati sanno che a Bersani andare a votare subito farebbe comodo. Forse non riuscirebbe ad andare al governo. Ma oltre ad infilarsi in uno scenario molto imprevedibile, che gli consentirebbe un certo margine di manovra, avrebbe maggiore libertà nella composizione delle liste bloccate del Porcellum. Azzerando non solo la discussione sulle primarie sollevata da Pippo Civati e Salvatore Vassallo durante l’ultima Assemblea nazionale, ma potendo contare su una certa frammentazione delle opposizioni interne.

Il fatto è, riferiscono le stesse fonti, che il capitale politico e personale investito dal segretario del Partito Democratico sul governo dei tecnici è tale che sarebbe impensabile staccare la spina. Al più si potrebbe limitare, come d’altronde sta facendo da alcune settimane, a criticare senza mezzi termini i provvedimenti più impopolari, per poi assicurare a Monti pieno appoggio in aula.

Una scelta complicata e una posizione ambigua. Sulla quale Vendola ha costruito un’abile campagna mediatica, che vuole costringere anche l’Italia dei Valori ad una precisa scelta di campo. Nonostante i dipietristi continuino a professarsi fedeli all’alleanza di Vasto, l’accordo estivo raggiunto tra i leader dei tre partiti, la loro posizione si allontana sempre di più da quella del Pd. Proprio su questo Sel sta facendo leva: costruiamo uno schieramento alternativo al Pd, è il ragionamento che fanno in queste ore i dirigenti vicini al leader pugliese. Poi andiamo a trattare, con un peso specifico ben più rilevante, con il Botteghino.

Un tentativo che, se andasse in porto, condizionerebbe anche la posizione del Pd su quale modello elettorale convenga scegliere. Sia nel caso che vogliano costruire un’alleanza ampia, sia che decidano di guardare al Terzo Polo. Sempre che, ma è un’ipotesi che oggi sembra distante, non venga scelta la strada della corsa solitaria.

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