Respect my Authority vol.2

By Redazione

gennaio 23, 2012 politica

L’Italia è una repubblica fondata sulle Authority. Ce ne sono già tredici, e altre due sono in dirittura d’arrivo. Svolgono principalmente il ruolo di garanti, talvolta operano come antitrust, vigilando sul corretto mantenimento della libera concorrenza in questo o quel settore. Ma cosa fanno? Come operano? Da chi sono composte? E, soprattutto, quanto costano? Prosegue l’inchiesta di Notapolitica sulle Authority italiane. Nella prima puntata dell’inchiesta abbiamo parlato di Autorità delle Reti, di Consob, di Antitrust e di Garante per la Privacy. Oggi conosceremo la Covip, l’Agcom, l’Avcp e l’agenzia per il Terzo Settore.

Agcom.  L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è un’autorità indipendente, istituita nel 1997. È un organo di garanzia: la legge istitutiva le affida il compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato, e allo stesso tempo di tutelare i consumi di libertà fondamentali dei cittadini. Quest’organo garante ha competenze in materia di telecomunicazioni, radiotelevisione ed editoria. Ma anche web: con la sua delibera “ammazza-rete” del luglio scorso, poi partorita in una versione molto edulcorata rispetto al testo originale, Agcom era riuscita a mandare su tutte le furie i blogger, gli amanti dei social network, i commentatori 2.0 e perfino Anonymous. È guidata da un presidente, Corrado Calabrò, e da un consiglio composto da otto commissari. Vi è poi una struttura amministrativa diretta da un Segretario generale, coadiuvato da due vicesegretari, e suddivisa a sua volta in cinque Direzioni e sei Servizi. Il bilancio di previsione per il 2011 stimava in 133 milioni di euro le entrate al netto delle partite di giro. Di questi, 164mila euro di contributo statale e 69milioni 700mila dall’aliquota contributiva dell’1,8 per mille sui ricavi degli operatori nel settore delle comunicazioni. Le uscite stimate ammontavano a circa 132 milioni di euro. Tra le voci più significative: 4 milioni 600mila euro per compensi ed oneri spettanti agli organi istituzionali (340mila euro in meno rispetto all’esercizio 2010); Quasi 4 milioni per le spese del Gabinetto; 437mila euro per spese relative alla rassegna stampa, e all’organizzazione di conferenze stampa, forum, tavole rotonde e così via; 8 milioni di euro per canoni di locazione e oneri condominiali; un milione di euro per portierato e vigilanza; 830mila euro per le spese di monitoraggio della comunicazione politica. Infine, 96mila euro per la progettazione, l’aggiornamento e la manutenzione del sito web. Giusto in tempo perché gli hacker di Anonymous lo mandassero ko in un attacco di mezza estate.

Covip.  La Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, fondata nel 1993, è l’autorità amministrativa che ha il compito di vigilare sul funzionamento dei fondi pensione complementari. Di cosa si occupa? «Ogni anno – si legge sul sito web – trasmette al Ministro del lavoro e delle politiche sociali una relazione sull’attività svolta, sulle questioni in corso e sugli indirizzi e le linee programmatiche che intende seguire e diffonde informazioni sull’andamento del settore della previdenza complementare». È composta da un presidente, attualmente Antonio Finocchiaro, e da quattro commissari nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali sentito il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Le entrate della COVIP nel 2010 sono risultate pari a 11 milioni 376 mila euro, di cui circa 6 milioni da contributo pubblico (442 mila euro a carico del bilancio dello Stato e 5 milioni 582 mila euro a carico degli enti previdenziali). Le spese complessive, sempre per il 2010, assommavano a 10milioni 164mila euro, dei quali quasi 7 milioni per le spese relative al personale (64 dipendenti di ruolo, 8 a contratto e uno in posizione di comando), comprensivi di TFR, e 851mila euro per il totale delle competenze spettanti al Collegio (presidente compreso). Significativo l’avanzo di amministrazione di 13 milioni di euro.

Avcp. L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha il compito di vigilare sul rispetto delle regole che disciplinano la materia dei contratti pubblici, ed è dotata di indipendenza funzionale, di giudizio, di valutazione e di autonomia organizzativa. Nell’ambito della propria attività gode inoltre di poteri sanzionatori e ispettivi. I sette membri che compongono il Consiglio sono nominati dai Presidenti della Camera e del Senato, scelti tra personalità che operano in settori tecnici, economici e giuridici. Il Preventivo Finanziario 2011 annotava entrate per  63.580.000 euro e spese per 84.324.024 euro. Tra le voci principali in entrata: 53.000.000 euro come contributo da parte dei soggetti sottoposti a vigilanza e 180.000 euro di contributi statali. I compensi spettanti al presidente e ai membri dell’Autorità, comprensivi di oneri fiscali, contributivi e rimborsi spese, ammontavano nel complesso a 1.685.385 euro. Per l’anno in corso spettano invece 196.000 euro al presidente, Sergio Santoro, e a ciascuno degli altri sei consiglieri; 177.399,43 euro al segretario generale; 100.000 euro al Portavoce e 161.697,12 euro a ciascuno dei cinque Dirigenti generali. Le spese più significative? 23.551.435 euro per gli stipendi e i contributi del personale; 3.600.000 euro di affitti; 8.000.000 euro per acquisto, manutenzione e aggiornamento del materiale informatico.

Ats. Anche la solidarietà e il volontariato hanno la loro Authority. L’Agenzia per il Terzo Settore è l’ente preposto ad esercitare poteri di indirizzo, promozione e vigilanza nel contesto in cui agiscono le organizzazioni non lucrative di utilità sociale,  i soggetti del terzo settore e gli enti non commerciali. A questa spetta il compito di verificare che la disciplina legislativa e regolamentare concernente le Onlus, il terzo settore e gli enti non commerciali, venga applicata uniformemente e correttamente su tutto il territorio nazionale. Nata nel 2000, nel 2011 ha assorbito tutte le competenze in capo alla scomparsa Autorità per le Onlus. Si articola in una Direzione Generale e in due Servizi. È senza dubbio la cenerentola delle Authority italiane: il suo intero bilancio corrisponde pressappoco a quello che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il gas prevede si spendere nel 2012 soltanto per indennità e rimborsi spese di missione al personale. Il bilancio di previsione per l’anno in corso calcola entrate per 733mila euro, di cui 720mila di contributi statali ex Legge 133/99. Le uscite contemplano tra le altre cose 309.500 euro per il mantenimento degli organi di servizio (di cui 87.310,93 euro per il Direttore generale, Gabrio Quattropani, diplomato in ragioneria e un curriculum nella PA) e 97.500 euro per gli stipendi del personale.

Leggi la prima parte dell’inchiesta

Leggi la terza parte dell’inchiesta

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