La lobby dei chiropratici

By Redazione

gennaio 23, 2012 politica

Avete presente quando in giro sentite parlare di austerità, di apertura del mercato, di allentamento dei vincoli corporativi degli ordini professionali? Beh, alla Camera non se ne sono accorti. La commissione Affari sociali di Montecitorio questa settimana ha in calendario l’imprescindibile discussione sulla proposta di legge: “Riconoscimento e disciplina della chiropratica come professione sanitaria primaria e istituzione dell’albo professionale dei chiropratici“.

È “una disciplina scientifica olistica e un’arte curativa”, spiegano sul sito chiropratica.com. Che si occupa dei problemi che implicano la colonna spinale, che possono generare disfunzioni alla funzionalità del corpo, specialmente al sistema nervoso”. Una sorta di fisioterapia della schiena che “si concentra sul trattare le cause che provocano i problemi fisici invece di trattare i sintomi”.

Parli di medicina alternativa e pensi a Domenico Scilipoti. E in effetti la sua firma si trova tra quelle della trentina di deputati che sottoscrivono una proposta singolare. Non tanto nei contenuti. Se la chiropratica abbia o meno la dignità di assurgere a disciplina medica o paramedica è un dibattito che lasciamo agli esperti.

Il fatto è che Scilipoti e un’altra trentina di deputati, prevalentemente di area pidiellina, propongono da un lato l’istituzione di una laurea dedicata alla materia, dalla durata non inferiore ai cinque anni. Dall’altra l’istituzione di un albo professionale dei chiropratici. Tutto questo in un periodo nel quale si sta faticosamente provando a razionalizzare la spesa pubblica – anche sopprimendo i corsi di laurea meno frequentati – e ad arginare l’invadenza degli ordini professionali nella vita sociale ed economica del paese.

“Chi sa praticare bene la chiropratica può dare sollievo a diverse patologie”, spiega il dottor Mario Pennisi, chirurgo ortopedico all’ospedale di Catania, “anche se in giro ci sono tanti ciarlatani, che si improvvisano per quel che non sono. Ma la strada dovrebbe essere quella della fisioterapia. Il chiropratico dovrebbe acquisire tutte le competenze del fisioterapista, per poi specializzarsi e iscriversi a quell’albo”. Nessun ordine da istituire, dunque,  né corsi di laurea da organizzare. Ci sono già, e senza ulteriori oneri a carico dei contribuenti.

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