Forconi d’Italia

By Redazione

gennaio 23, 2012 politica

La protesta entra nella seconda fase. Mentre la Sicilia torna a respirare, la rivolta si estende al resto dell’Italia e rischia di trasformarsi davvero in affare di stato e grana per il governo. Che l’aria sia cambiata lo si è avvertito dalle parole del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, la quale stamane ha promesso tolleranza zero per i blocchi non autorizzati, in risposta ai presidi lungo le autostrade nel torinese. Chiamarla rivolta dei “Forconi” o di “Onda d’urto” ormai non è più corretto, quei movimenti hanno scosso un sentimento a lungo sopito. Focolai di rivolta si accendono in tutta l’Italia, gli autotrasportatori protestano in Molise, Campania e Calabria, tutti per la stessa ragione: il caro carburanti.

Ma la Sicilia da dove tutto è partito non sta a guardare e pensa ad un rilancio delle manifestazioni. Mentre la benzina ed i generi di prima necessità tornano ad essere disponibili, consentendo all’isola di riprendere fiato dopo una settimana in apnea, si preparano nuove iniziative più o meno clamorose. Partiamo dalla notizia dell’ultim’ora. Mercoledì prossimo 25 gennaio i Forconi scenderanno di nuovo in piazza, stavolta con un grande corteo autorizzato a Palermo. I leader del movimento (che respingono le accuse di infiltrazioni mafiose) cercheranno di coinvolgere l’intera regione, tutti i suoi cittadini, a prenderne parte. La volontà è allestire qualcosa di epocale, una grande manifestazione di popolo per chiedere risposte concrete e soluzioni reali ai problemi dell’isola. Non solo il caro carburanti, ma anche le politiche agricole, la pesca ed il sostegno per le aziende in difficoltà. La voce che circola con insistenza riferisce di nuovi blocchi in autostrada se, dal giorno successivo al corteo, non arriveranno concrete risposte alle istanze avanzate. Ma non è tutto.

Il movimento non intende rimanere fermo in attesa di mercoledì, non vuole farsi trovare del tutto impreparato nel caso tutto dovesse risolversi nelle solite vuote promesse, come accaduto tante volte. In mattinata s’era sparsa la voce di presidi e blocchi per tutti i porti dell’isola con divieto ai tir di uscire dalla Sicilia, smentita poco dopo. In realtà tale intenzione ci sarebbe anche stata nelle menti dei leader del movimento; a Palermo ad esempio ieri sera i manifestanti ne hanno allestito uno durato qualche ora, ma poi l’iniziativa è rientrata e stamane i principali approdi isolani (Palermo, Catania e Messina) risultavano del tutto sgombri. Qualcosa, invece, sta accadendo a Siracusa. Le nostre fonti riferiscono di presidi organizzati nel tentativo di bloccare i pontili delle raffinerie di Priolo, da dove salpa buona parte della benzina per il resto dell’Italia. Tutto questo mentre gli autotrasportatori organizzano la propria marcia su Roma, annunciata sabato scorso, senza però alcun accenno a date ufficiali, forse per sfruttare l’effetto sorpresa. Ore caotiche ed una certa confusione serpeggia anche fra i manifestanti, tanto da fare ipotizzare una spaccatura all’interno dei Forconi, ma questo non giustificherebbe l’eventuale superficialità nell’affrontare il problema. La questione inizia a farsi maledettamente seria.

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