Comanda ancora Mubarak?

By Redazione

gennaio 23, 2012 Esteri

Mubarak non è più il Presidente dell’Egitto. Anzi no: lo è ancora. Colpo di scena in riva al Nilo dove, nel corso del processo che vede imputato l’ex rais egiziano per crimini contro la propria popolazione, l’avvocato della difesa ha reso noto che Mubarak non avrebbe in realtà mai ufficializzato le proprie dimissioni e che quindi, formalmente, risulta essere ancora il Presidente.

Una notizia shoccante che l’avvocato Farid al-Dib starebbe utilizzando per scongiurare la condanna a morte chiesta dall’accusa per il suo assistito. Il difensore dell’ex rais ha infatti sollevato all’attenzione della corte che Mubarak “non ha mai scritto e firmato una lettera di dimissioni” e che l’unico a presentarne una sarebbe stato Omar Suleiman, ex numero uno dei servizi segreti egiziano nominato vice-Presidente da Mubarak nel corso dei 18 giorni di rivolte che hanno poi portato al crollo del suo regime per tentare di allentare la pressione popolare.

Se la notizia fosse confermata, come fa notare lo stesso al-Dib, l’ex Presidente egiziano non potrebbe essere giudicato da un tribunale ordinario ma da un “tribunale speciale” eventualità, questa, che invaliderebbe quanto fatto finora e che potrebbe scongiurare la tanto temuta condanna a morte che l’accusa continua ad esigere.

Mubarak, il cui dominio incontrastato è stato interrotto bruscamente ormai un anno fa (11 febbraio 2011, per la precisione) dopo 18 giorni di incessanti manifestazioni popolari, è a processo dallo scorso agosto con l’accusa di aver ordinato il massacro di centinaia di manifestanti durante le rivolte. Con lui sono a giudizio anche l’ex Ministro degli Interni Habib el-Adli e sei membri dell’apparato di sicurezza tutti accusati di aver aver ordinato alle forze dell’ordine di sparare sui manifestanti durante la rivoluzione. Accuse gravissime che prevedrebbero, secondo l’ordinamento giudiziario egiziano, la pena capitale.

L’ex rais egiziano è inoltre a processo anche per corruzione assieme ai figli Gamal ed Alaa nello stesso tribunale ma anche in questo caso, qualora venisse ufficializzata l’assenza delle dimissioni formali di Mubarak, il processo verrebbe bloccato ed annullato.

Vi è dunque incertezza su quello che potrebbe essere il futuro dell’ex rais che potrebbe salvarsi grazie ad un inatteso “vizio di forma”. Il tutto mentre la neo-eletta Assemblea del Popolo, la camera bassa del Parlamento egiziano dominata proprio dagli ex nemici giurati del regime di Mubarak (quei Fratelli Musulmani che per lungo tempo hanno agito nell’ombra), si riunisce per la prima volta nella seduta inaugurale apertasi con un minuto di silenzio per i “martiri della rivoluzione”. 

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