Respect my Authority

By Redazione

gennaio 22, 2012 politica

L’Italia è una repubblica fondata sulle Authority. Ce ne sono già quattordici, compresa la nascitura Autorità delle Reti, nata dalla vecchia Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas e addizionata del ruolo di giudice arbitro nel settore taxi e delle infrastrutture ferroviarie e autostradali. Altre due sono però in dirittura d’arrivo, salvo cambiamenti di rotta: sono l’Autorità di Vigilanza sulle Fondazioni Bancarie e l’Autorità per i Trasporti. Svolgono principalmente il ruolo di garanti, talvolta operano come antitrust, vigilando sul corretto mantenimento della libera concorrenza in questo o quel settore. Ma cosa fanno nel dettaglio? Come operano? Da chi sono composte? E, soprattutto, quanto costano? Andiamo a conoscerle nel dettaglio. Dalla più antica, la Consob, a quelle che per il momento sono ancora soltanto un progetto allo stato embrionale. Nella prima puntata dell’inchiesta parleremo di Autorità delle Reti, di Consob, di Antitrust e di Garante per la Privacy.

Autorità delle reti. Per il momento si chiama ancora Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, e svolge funzioni di regolazione e di controllo nei due settori. Ha poteri di regolazione settoriale sulla determinazione delle tariffe, dei livelli di qualità dei servizi e delle condizioni tecnico-economiche di accesso e interconnessione alle reti. L’Autorità è un organo collegiale indipendente costituito dal Presidente e da quattro membri: i loro incarichi durano sette anni e non sono rinnovabili. Il bilancio di previsione per l’esercizio 2012 prevede entrate per 87 milioni di euro, 56 dei quali provenienti dal contributi dei soggetti esercenti il servizio di energia elettrica e gas. Le spese correnti ammontano invece a 77 milioni di euro, tra cui spiccano 25 milioni per il personale in attività di servizio; 20 milioni per acquisto di beni e servizi, dei quali 4 milioni e mezzo soltanto per i canoni di locazione;  14 milioni per trasferimenti e rimborsi allo Stato, o ad altre Authority. Mediamente, tra compensi, oneri previdenziali e rimborsi spese ciascuno dei cinque membri del collegio (presidente compreso) peserà sul bilancio annuale per circa 595mila euro. Con la trasformazione in Autorità delle Reti, l’organismo potrà inoltre avvalersi «di un contingente aggiuntivo di personale, complessivamente non superiore alle ottanta unità.

Consob. La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa è un’autorità amministrativa indipendente istituita nel 1974. L’attività della Consob ha come obiettivi la tutela degli investitori e l’efficienza, la trasparenza e lo sviluppo del mercato mobiliare. È un organo collegiale composto da un presidente e da quattro membri, nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il presidente, attualmente Giuseppe Vegas, ed i quattro commissari durano in carica sette anni senza possibilità di un secondo mandato. Il finanziamento della Consob avviene in parte mediante un fondo previsto nel bilancio dello Stato e in parte attraverso contribuzioni versate direttamente dagli organismi e dagli operatori del mercato a fronte dell’attività di vigilanza svolta dall’Istituto. Il bilancio di previsione per l’esercizio 2010 riportava entrate correnti e in conto capitale per circa 113 milioni di euro, di cui poco più di un milione dai trasferimenti statali, e spese per 118 milioni. Le spese per il personale (poco meno di 400 dipendenti suddivisi tra le sedi di Roma e Milano) ammontavano a 82 milioni di euro. 2 milioni 700mila euro le spese per i componenti della commissione. Gli emolumenti annui lordi goduti con decorrenza 1 gennaio 2011 ammontano a 387mila euro per il presidente, 322.200 per ciascuno dei quattro componenti della commissione, 395mila per il direttore generale, Antonio Rosati, e 280mila per il segretario generale, Gaetano Caputi. In base all’obbligo di trasparenza degli atti dell’autorità, la Consob riporta inoltre che per l’anno 2010 la retribuzione totale media  dei nove funzionari generali o responsabili di divisione in carico alla commissione ammontava a 213.785,67 euro, quella dei 32 responsabili di ufficio a 151.297,44 euro, e quella dei 26 dirigenti di staff a 117.687,21 euro.

Antitrust. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è stata istituita nel 1990. Suo il compito di garantire il rispetto delle regole che vietano le intese anticoncorrenziali tra  imprese, gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza, ma anche tutelare i consumatori dalle pratiche commerciali scorrette e dalla pubblicità ingannevole. Nel bilancio di previsione 2012 si stimano entrate correnti per 57 milioni 535mila euro, di cui 16 del contributo in capo allo Stato e 24 da altre pubbliche amministrazioni. La previsione per le spese correnti ammonta invece a 57 milioni 683mila euro. Al presidente, Giovanni Pitruzzella, spetta un emolumento annuo di 475.643,38 euro. A ciascuno dei quattro componenti dell’autorità garante competono emolumenti per 396.369,44 euro. La retribuzione media annuale dei quattro direttori e vice segretari generali è di 176.937,95 euro. Quella dei quattro direttori centrali ammonta a 148.208,40 euro. Tredici invece i responsabili di direzione o di ufficio e i dirigenti di staff: ciascuno di loro percepisce in media 148.595,35 euro l’anno.

Privacy. I compiti del Garante per la protezione dei dati personali sono definiti dal Codice in materia di protezione dei dati personali, e da diverse altre fonti normative nazionali e comunitarie. Interviene in tutti i settori, pubblici e privati, nei quali occorre assicurare il corretto trattamento dei dati e il rispetto dei diritti fondamentali delle persone. Al vertice si trovano il presidente, Franco Pizzetti, tre componenti, di cui un vicepresidente, e un segretario generale. Il garante si suddivide poi in nove dipartimenti, sei servizi e cinque unità temporanee, ciascuna con un dirigente o un reggente facente funzioni. L’emolumento annuale per il presidente ammonta a 289.984 euro, quello per i tre componenti a 193.323 euro, e quello per il segretario generale a 173mila euro. Il bilancio per l’anno 2010 ha visto entrate correnti per 15milioni 795mila euro, di cui oltre 14 milioni provenienti dallo Stato. Le spese correnti superavano invece i 20 milioni di euro: 870mila euro per le indennità del presidente e del collegio, 190mila euro per i loro rimborsi spese, e oltre 14 milioni di euro per il personale, tra stipendi, incentivi, straordinari, contribuzioni previdenziali, rimborsi spese, missioni e formazione.

Leggi la seconda parte dell’inchiesta

Leggi la terza parte dell’inchiesta

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