«Lega, censura ‘sta Fava»

By Redazione

gennaio 22, 2012 politica

Gli Anonymous italiani si scatenano contro la Lega Nord. Ieri sera, mentre a Milano il Carroccio celebrava il ritrovato idillio tra il Senatur e il figliol prodigo Roberto Maroni, i cyberattivisti “facevano la festa” al sito ufficiale della Lega e a quello personale dell’on. Giovanni Fava, mandandoli più volte “off line”. Si consuma così un nuovo episodio dell’Operazione Payback, lanciata dagli hacktivist anonimi contro la censura in Italia.

La colpa di Fava?  Secondo Anomymous, quella di essere il firmatario di una SOPA all’italiana. Pardon, alla padana. La Lega, ça va sans dire, è finita in mezzo in quanto movimento di appartenenza dell’onorevole. A dire il vero, così come rivelano a Notapolitica fonti interne ad Anonymous, il Carroccio era già da tempo nel mirino del movimento. Per ragioni ideologiche, ma anche per una visione del web considerata dal movimento troppo retrograda ed oscurantista.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, scatenando l’ira funesta dei giustizieri del web, è stata però l’approvazione avvenuta giovedì scorso dell’emendamento Fava da parte della Commissione Politiche dell’Unione Europea. I l deputato leghista, infatti, aveva presentato una proposta di modifica alla legge comunitaria del 2011 in merito ai diritti d’autore che obbligherebbe i fornitori di servizi web (social network in primis) a rimuovere contenuti illegali non solo su comunicazione delle autorità competenti, così come previsto dalla attuale normativa, ma persino dei “soggetti interessati”, ovvero di chi detiene i diritti d’autore su un determinato contenuto. Una forma di censura “rapida”, in grado di bypassare senza tanti complimenti il vaglio dell’autorità giudiziaria. 

Censura che, ovviamente non è per nulla andata giù agli Anonimi di casa nostra, già sul piede di guerra dopo la chiusura di Megavideo e Megaupload disposta dall’FBI, e già impegnati ad aiutare i “colleghi” statunitensi nella lotta contro la SOPA: la legge contro la pirateria online che mira a consentire ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti. E così gli attivisti di Internet sono partiti all’attacco a loro modo, colpendo durissimo il nemico del momento. «Non ci fermeremo qui» dichiara a Notapolitica “N4pst3r“, uno dei rappresentanti del movimento Anonymous in Italia, che svela l’intenzione di passare al “defacciamento” di diversi siti legati alla Lega, ovvero alla sostituzione dell’homepage e dei contenuti originari con rivendicazioni a dichiarazioni degli Anonimi. Intanto la rete si scatena, e twitter arriva persino il causticissimo hashtag #censurastafava.

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