L’Italia sogna il “Gas Nostrum”

By Redazione

gennaio 20, 2012 politica

Le liberalizzazioni? «Un benvenuto passo avanti, nello sposarsi con l’accezione einaudiana dell’economia liberale». Lo spiega Alessandro Ortis, già presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas dal 2004 al 2011, intervistato da l’Opinione. Al centro della discussione, i contenuti del decreto approvato ieri in Consiglio dei Ministri sul fronte energetico e, in particolare, i vantaggi della scissione tra Eni, il colosso nazionale dell’energia, e Snam, la società leader in Italia nel trasporto e dispacciamento di gas naturale. Proprio a questo proposito Ortis spiega: «Le buone liberalizzazioni devono tener conto sia dell’esigenza di regolare e distinguere le attività che devono necessariamente essere sviluppate  in condizioni di monopolio naturale o tecnico, da quelle attività che invece devono svilupparsi in piena concorrenza. Le attività di trasporto e stoccaggio – prosegue l’ex presidente dell’Authority per l’energia – sono chiaramente attività basate su infrastrutture monopolistiche che è bene siano in mani neutre, e quindi accessibili a tutti i concorrenti in gioco, senza nemmeno il dubbio di discriminazioni. Per questo motivo una rete come quella di Snam non può essere lasciata nelle mani di uno solo dei concorrenti, per giunta il dominante».

Le liberalizzazioni del comparto energia rappresentano dunque un passo avanti?
Un passo avanti atteso e legiferato da tempo. Resta solo il rammarico per i ritardi nelle attuazioni, ritardi che sono stati certamente onerosi per i consumatori. La liberalizzazione ora finalmente prevista farà bene ai consumatori, farà bene alle stesse aziende coinvolte e farà bene al sistema energetico nazionale. Favorirà la concorrenza, e pertanto l’efficienza del mercato. Si genereranno maggiori pressioni sui prezzi e condizioni qualitative migliori per i consumatori. In secondo luogo, promuoverà ulteriormente lo sviluppo infrastrutturale nazionale, della logistica interna e dei collegamenti per gli approvvigionamenti internazionali, nonché la loro diversificazione. Questo passaggio sarà utile anche per meglio contribuire, attraverso la stessa Snam, alla costruzione di quella auspicata rete europea indipendente per il gas, capace di migliorare non solo il mercato europeo, ma anche i rapporti con i paesi produttori ed esportatori di gas verso l’Europa.

Secondo lei le liberalizzazioni potrebbero addirittura ridisegnare il ruolo dell’Italia nello scenario europeo e mediterraneo.
Nel futuro, potremo meglio sostenere l’ambizione di far sì che il nostro Paese diventi per l’Europa addirittura l’hub meridionale del gas naturale nel Mediterraneo. Quindi potremo far sì che l’Italia non sia solo un puro importatore, ma possa anche ottenere i vantaggi che ci deriverebbero dal diventare pure un paese di transito. Un paese in grado di offrire anche servizi di stoccaggio sempre più apprezzati.

Quale importanza riveste attualmente il gas per l’Italia?
Il gas, nel quadro degli sforzi per un contenimento dei prezzi e per migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti, è una leva di importanza strategica per l’Italia. Basti pensare che siamo tra i paesi europei più dipendenti dal gas, sia per consumo diretto che per la produzione elettrica, affidata in gran parte ad impianti che utilizzano gas. Aspetto non meno importante: sulla spesa energetica di casa della famiglia media italiana, il gas incide per il 70% e l’elettricità per il 30%. Questa poi, a sua volta, è prodotta per più del 50% utilizzando il gas. È chiaro quindi che anche per i costi che le famiglie affrontano, tema assai delicato di questi tempi, il gas è la sorgente energetica più rilevante. Bene ha fatto quindi il governo a dedicare particolare attenzione a questo settore. Perché è il settore portante, oggi come oggi, del sistema energetico italiano. E con gli sviluppi tecnologici futuri potrà essere reso sempre più competitivo.

Qual è il prossimo passo importante da compiere?
Consentire che si sviluppi davvero una borsa per il mercato all’ingrosso del gas, e che ci sia una presenza sempre più vivace di concorrenti in fiera competizione tra loro. In sostanza, è importante che si possa offrire ai consumatori un vero potere di scelta, promuovendo un’abbondanza di offerta e di fornitori in chiara, forte e leale concorrenza tra loro. 

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