Taglia i giornali ma non i partiti

By Redazione

gennaio 19, 2012 politica

Soldi ai giornali no, multe tolte ai partiti sì. Belli i tagli selettivi del decreto milleproroghe di Mario Monti. Da una parte non si integrano i fondi per l’editoria, con il rischio di mandare fallite decine di testate e a spasso centinaia di redattori, con il paradosso di doverne poi sostenere la cassa integrazione con esborsi forse pari ai tagli programmati, circa 100 milioni di euro l’anno. Dall’altra si fa passare l’emendamento per sanare le multe ai partiti politici  per i manifesti abusivi con cui imbrattano tutte le città italiane a ogni tornata elettorale.

Un ammanco di circa cento e passa milioni di euro l’anno dalle casse delle amministrazioni comunali del Belpaese “che spesso li mettono pure a bilancio”, come spiega Mario Staderini, segretario dei radicali italiani che si è fatto carico di diffondere sul web e sui social network questa ingiustizia partitocratica.

Oltre alle multe sanate con la solita “forfaittaria” da mille euro a città per ogni partito, quando solo euro per rimuovere una mole impressionante di manifesti affissi abusivamente è stato calcolato che si spenda una somma pari a quella delle multe spiccate un po’ in tutte le province italiane. Il caso più eclatante è quello di Roma:nel 2008 sono state fatte 5.472 multe, che al costo di 400 euro l’ una, determinano un totale di 2 milioni e 188 mila euro.

Nella capitale sono stati affissi manifesti abusivi persino a pochi metri dal palazzo del Quirinale e della Corte costituzionale oltre che su muri di caserme di polizia e dei carabinieri. Anche nella capitale finanziaria del paese, Milano, la situazione è imbarazzante: il sindaco Giuliano Pisapia, i cui manifesti abusivi sono stati colpiti con 159 verbali per un importo da pagare di 417.768 euro, si defila. Almeno per ora. Forse si difenderà dicendo che anche i poster elettorali dell’ex primo cittadino Letizia Moratti sono stati sanzionati: 33 verbali per un importo complessivo di 70.452 euro. 

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