Forconi ad oltranza

By Redazione

gennaio 18, 2012 politica

La mafia, l’estrema destra, Maurizio Zamparini, i fuori usciti dell’Mpa: cosa hanno in comune? Tutti in questi giorni sono stati accostati ai Forconi. In momenti diversi e per ragioni differenti. C’è chi vuole vederci chiaro come il procuratore di Palermo, Piero Grasso, che non si fida di chi possa nascondersi dietro gli autotrasportatori. C’è chi invece tenta di denigrare la manifestazione e limitare il fastidio. Sì, perché di fastidio si inizia a parlare, il fastidio provato da chi è oggetto della rivolta: la politica siciliana ed italiana. Mentre i supermercati si svuotano e le pompe di benzina di prosciugano, mentre le autostrade di riempiono di tir e la rete pullula di sostenitori che vanno avanti a suon di slogan, senza proteste dei cittadini, nonostante i disagi, qualcuno inizia a svegliarsi. Il governatore siciliano Raffale Lombardo, che evidentemente prima aveva snobbato la portata dell’evento, incontra i manifestanti e promette impegno. Intanto chiede aiuto a Monti perché, a suo dire, buona parte delle richieste non competono alla Regione. Ma il giochetto della promessa stavolta pare non funzionare, Lombardo non ha convinto i rappresentanti presenti all’incontro, iniziato alle 13 e durato quasi cinque ore.

“Ci hanno dato un granello di speranza, ma non ci basta”. Questo il commento telefonico del rappresentante dei Forconi pochi minuti dopo la fine dell’incontro. Ed allora che si fa? Tutto verrà definito in serata, dopo una riunione indetta dai manifestanti per decidere le mosse successive, anche se un’idea inizia a prendere forma in questi minuti. “Al 90% andremo avanti oltre venerdì, e proseguiremo ad oltranza”. Ecco la notizia che tutti attendevano e molti temevano, la protesta rischia di non fermarsi a domani, come stabilito in principio, proseguendo fino a quando non arriveranno le risposte concrete, quelle che oggi Lombardo è stato incapace di fornire.

La Sicilia quindi stringe i denti perché l’eventuale scelta di proseguire nei blocchi ai tir significa disagio enorme per la regione, che fin qui ha sostenuto idealmente i manifestanti, ma sarà ancora così ancora per molto? Ora che i generi di prima necessità iniziano a scarseggiare, siamo certi che la condivisone di questa rivolta sarà uguale a quella manifestata in questi giorni? Vedremo. Intanto una cosa è certa: non si sa chi ci sia dietro, ma appare certo che questi fanno sul serio. E il governo non potrà  ignorarli ancora a lungo.

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