Prove di dialogo “tecnico”

By Redazione

gennaio 17, 2012 politica

Passare dal “se” al “come” liberalizzare. È l’ambizione di Linda Lanzillotta, parlamentare dell’Alleanza per l’Italia e di Carlo Stagnaro, direttore Ricerche e Studi dell’Istituto Bruno Leoni. Che sono riusciti a mettere intorno ad un tavolo i maggiori responsabili economici della maggioranza tecnica, per discutere sul tema delle liberalizzazioni.

Intese ed ammiccamenti, in particolar modo tra il Pdl, rappresentato dall’ex ministro dello  Sviluppo economico Claudio Scajola, e il Pd, presente con Stefano Fassina, il più diffidente a dare carta bianca al governo, al punto da venire rimbeccato dal collega di Fli Benedetto Della Vedova: “Se non fossimo compagni di maggioranza, oggi mi divertirei molto di più a commentare le tue posizioni”. Le strizzate d’occhio, in verità, sono arrivate sul timore di pestare inutilmente i piedi a vaste e influenti categorie sociali, più che sulla pur condivisa esigenza che Monti si mostri deciso e irremovibile nella forma e nella sostanza del decreto che varerà venerdì in Consiglio dei ministri.

È senz’altro Fassina il più critico: “Occorre accorgersi che il problema della crisi è legato ad una carenza di domanda, non a quella dell’offerta. La rimozione delle barriere non può avvenire se non accompagnata da una seria regolamentazione. Ma soprattutto bisogna tener presente che non si può giocare sulla pelle dei lavoratori”.  Tra le righe, al contrario, le perplessità di Scajola, che mette in guardia sulla necessità di preservare la coesione sociale e procedere a liberalizzare i grandi potentati, prima che le piccole categorie. Cosa mai fatta nel lungo periodo dei governi Berlusconi, durante i quali, per ammissione dello stesso ex ministro, “i risultati sono stati scarsi”. Una critica, nemmeno tanto velata: agli anni di gestione berlusconiana affinché Alfano, inseritosi nel solco dell’ortodossia del Cavaliere, intenda. Ma anche una sponda offerta al sindaco di Roma Gianni Alemanno, campione della battaglia pro-taxi nel centrodestra, e vicino a Scajola nella (per ora cauta) opposizione interna al segretario degli azzurri.

Opinione diametralmente opposta a quella di Della Vedova, che liquida quella dei tassisti come “un’intimidazione violenta”. “La scena dei tassisti di martedì non si deve ripetere- ha proseguito il capogruppo dei futuristi alla Camera – il governo deve rispondere alle intimidazioni delle categorie e l’unica opzione che gli rimane ora è quella di andare avanti”.

Fronte comune con il collega del Terzo Polo Gian Luca Galletti, dell’Udc, che spinge sull’acceleratore e mette in guardia: “Bene tutto, ma occorre stare attenti a non privilegiare i contratti nel settore pubblico. Altrimenti non si contribuisce a sviluppare il mercato del lavoro a tutto tondo”.

Unanime l’accordo sulla separazione del mercato della distribuzione da quello della produzione del gas. Una delle partite cruciali sulle quali Monti e la maggioranza che lo sostiene è attesa al vaglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *