A “kapò” dell’ Europa

By Redazione

gennaio 17, 2012 Esteri

Da ieri il socialista tedesco Martin Schulz è il nuovo presidente del Parlamento Europeo. Classe ’55, nato a Hehlrath, oggi Eschweiler, nella Renania Settentrionale, l’europarlamentare teutonico è salito al soglio della notorietà per il siparietto a suon di insulti e sfottò durante la seduta dell’Europarlamento in cui l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si insediava come presidente di turno dell’Ue. Era il 2 luglio 2003, e Schulz aveva appena terminato una violenta requisitoria contro Berlusconi e i suoi alleati leghisti. Serafico, il Cavaliere gli rispose: «Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto». Così perfetto che, da allora, la cronaca lo ricorda, suo malgrado, soltanto per quello.

Eppure Schulz è stato eletto con 387 voti su 670 aventi diritto, riscuotendo quasi il 58% dei consensi. Il coronamento di un’attività politica di tutto rispetto. Schulz si iscrive infatti alle giovanili del Partito Socialdemocratico nel ’74, non ancora ventenne. Si fa subito notare per grinta, determinazione e soprattutto irascibilità. Un difettuccio che non gli impedisce diventare, tredici anni più tardi, il sindaco più giovane nella storia del suo Land. Al parlamento europeo approda nel 1994. Dal 2000 è presidente del gruppo europarlamentare dei socialisti tedeschi, fino a che nel 2004 non rileva la presidenza dell’intera compagine socialista al Parlamento Europeo.

Nonostante il notevole cursus honorum politico, però, Schulz prima dell’ormai famigerato battibecco con Berlusconi era per l’opinione pubblica una specie di Signor Nessuno. Persino ieri, giornata che avrebbe dovuto celebrare il suo successo, il socialista tedesco ha dovuto rintuzzare i giornalisti che gli rinfacciavano proprio il titolo di “kapò” ad honorem come il più significativo della sua storia. Lui, piccato, ha replicato che la sua carriera politica non è per nulla dipesa da quell’episodio. “Quando successe, ero già capogruppo ed avevo già una carriera – ha detto alla stampa – Oggi non credo di essere stato votato per lo scontro con Berlusconi”.

A consolarlo, l’agiografia di Nichi Vendola: «Martin Schulz è una personalità carismatica, un uomo di grandi virtù e coraggio intellettuale. Un punto di riferimento delle forze progressiste in Europa». Da “kapò” a stella polare delle sinistre in un solo giorno. Mica male. 

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