Pionati: “Lunga vita al Porcellum!”

By Redazione

gennaio 16, 2012 politica

“La mia opinione è che la riforma elettorale sia l’ultimo dei problemi in questo momento”. Ne è convinto Francesco Pionati, leader dell’Alleanza di Centro, alleato del Pdl e vero e proprio pasdaran dell’attuale legge elettorale. Non senza una qualche ragione. Il Porcellum garantisce a piccole formazioni come la sua di inserirsi nel meccanismo delle liste bloccate ed avere una rappresentatività che difficilmente otterrebbero, per quanto bassa possa essere la soglia di sbarramento del più sbilanciato dei sistemi proporzionali. “Gli italiani non vogliono che ci occupiamo di cavolate – sostiene però Pionati – ma vogliono che ci occupiamo di lavoro e di altri temi ben più seri”.

Ma gli italiani hanno anche espresso ampia sfiducia nel Porcellum, quale simbolo della casta dei politici.
La legge, al di là della grancassa che c’è stata, ha funzionato perfettamente, perché ha garantito maggioranze stabili e forti. Quello che non ha funzionato è il meccanismo delle alleanze fra i partiti. Ma non si può imputare alla legge una carenza che è dei partiti. La legge è uno strumento, dice come deve esprimersi il consenso. E si è espresso sempre bene, tant’è che sia questo governo che quello precedente hanno avuto maggioranze stabili. Poi le cose si sono incasinate per i rapporti nelle coalizioni, ma questo fa parte dei rapporti fra i partiti, delle alleanze.

Sintetizzando lei dice di lasciare il Porcellum così come è?
Esattamente. Se proprio la si deve modificare a me interessa che garantisca due cose: una rappresentanza più ampia possibile, che non strozzi le formazioni minori, perché l’Italia di questo ha sofferto e di questo può morire, e che garantisca la governabilità. Il giorno dopo le elezioni devo essere in grado di sapere chi va al governo e chi va all’opposizione. Senza iniziare con le manfrine e le solite cose che vorrebbe fare Casini, che propone una legge con la quale si deciderebbe tutto dopo. Un salto nel buio, saremmo finiti, archivieremmo la fase Berlusconi per resuscitare quella Mastella: la fine del mondo!

In realtà Casini ha fatto delle aperture all’indicazione del premier prima del voto, anche se nel suo partito c’è chi, come Buttiglione, ha frenato.
Sono un’armata Brancaleone. Devono essere portati a spaccarsi quando saranno costretti a scegliere in base al modello elettorale attuale, che mi auguro resti sostanzialmente in vigore. È in gioco se si debba scardinare o meno il bipolarismo che poggia su Pdl e Pd, che devono stare attenti a tenere in piedi questa struttura. Chi sarà costretto a scegliere, e si dividerà, è il Terzo Polo. Nella migliore delle ipotesi dovranno fare una scelta di campo. Se no si presenteranno da soli, cosa che è perfettamente inutile. Il Pdl e il Pd poi costruiscano vari sistemi di alleanze.

Dunque propone il ritorno al bipolarismo di coalizione, stile Mattarellum?
Sì, perché l’errore è stato aver voluto fare due salti mortali contemporaneamente, e la rete non ha retto. Pdl e Pd hanno già fatto marcia indietro sul bipartitismo: facciano alleanze ampie e conservino un premio di maggioranza che garantisca la governabilità.

Sì, ma in che modo?
I governi forti lo sono prima sul piano politico, poi su quello economico. La cosa che conta è la forza dei leader: Sarkozy, Merkel, Kohl, Thatcher. Quelli sono i leader che hanno cambiato i propri paesi, non i tecnici. Se non riscopriamo la centralità della politica, non andiamo da nessuna parte. Serve un ricambio generazionale. Casini e Fini pensano di essere gli innovatori della Repubblica, e sono da 35 anni in Parlamento. Se ne devono andare a casa. Le riforme vanno fatte per accelerare il ricambio, questo è il nocciolo del problema.

Siamo sicuri che il Porcellum contribuisca al ricambio?
Mi è indifferente. Però si tenga conto che le liste bloccate vengono valutate dagli elettori. Se una lista è piena di poco di buono e leccapiedi l’elettore le punisce, punendo dunque il partito. Penso che oggi la cosa importante è che nessun partito va alle elezioni con la certezza della vittoria. Questo influirà anche sulla qualità dei candidati. Prevedo che questo pattume che è stato messo in campo e portato in Parlamento verrà eliminato, perché c’è bisogno di gente forte sul territorio e pulita.

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