Bye bye Huntsman

By Redazione

gennaio 16, 2012 Esteri

Altro colpo di scena alle primarie repubblicane negli Stati Uniti. A sorpresa il candidato moderato Jon Huntsman, il più giovane rimasto in lizza, ha reso nota la sua volontà di ritirarsi dalla corsa manifestando il proprio appoggio per Mitt Romney con cui ha in comune solo l’appartenenza religiosa (entrambi sono mormoni) e poco, o nulla, da un punto di vista prettamente programmatico. Un vero e proprio colpo di scena se si considera che l’ex Governatore dello Utah, con un passato come ambasciatore a Pechino che gli è valso il soprannome di “cinese”, non aveva lasciato intendere questa sua volontà neppure all’indomani del risultato del turno di primarie nel New Hampshire, dove si è piazzato terzo nonostante le enormi risorse messe in campo.

La notizia sorprende, e parecchio, anche perché pochi giorni fa Jon Huntsman Senior (padre del “cinese” nonché ricchissimo industriale) aveva fatto sapere di voler mettere a disposizione del figlio ulteriori risorse economiche che avrebbero potuto garantire una campagna elettorale “vincente”.

Ma probabilmente l’ex Governatore dello Utah, che ha proseguito la propria campagna elettorale nel Sud Carolina (dove si voterà sabato) fino a poche ore prima dell’annuncio del suo ritiro, si è reso conto che la sua linea politica “troppo” moderata non è sufficientemente apprezzata dalla base del partito repubblicano, convincendolo ad abbandonare una corsa che avrebbe causato un’inutile sperpero di tempo e denaro. Senza contare che i sondaggi nazionali continuavano a vederlo come il fanalino di coda delle primarie con un indice di gradimento che oscillava tra l’1 e il 2%.

Huntsman incarnava l’anima più centrista della destra americana tanto che alcuni analisti lo avevano identificato come l’erede naturale di ex presidenti repubblicani quali Eisenhower e Bush padre, rappresentanti di un partito di stampo liberal-conservatore che negli USA, evidentemente, non esiste più. Inoltre, probabilmente, la base della destra americana non ha mai del tutto perdonato ad Huntsman l’aver accettato dall’acerrimo nemico dei repubblicani Barack Obama l’incarico come ambasciatore a Pechino. Molti elettori, infatti, avevano espresso scetticismo nei confronti dell’ex Governatore dello Utah in quanto perplessi dalla sua volontà di sfidare l’uomo per il quale aveva lavorato fino a qualche mese fa. Un’etichetta che evidentemente Huntsman non è riuscito a scucirsi di dosso.

La sua posizione moderata, inoltre, non stava riscuotendo successo nella Carolina del Sud (stato profondamente conservatore) con i sondaggi che indicavano un sostegno scarso alla sua causa. A nulla sono valse le ottime credenziali del 51enne padre di 7 figli che nel corso del suo mandato come Governatore dello Utah aveva ottenuto ottimi risultati.

Ed è probabilmente per questi motivi che Huntsman ha deciso di farsi da parte favorendo ulteriormente Mitt Romney che a questo punto non dovrebbe avere grossi problemi ad accaparrarsi la nomination. C’è comunque chi già pensa che Huntsman abbia in mente un “piano B”: ottenere il ruolo di Segretario di Stato qualora Romney riuscisse ad aggiudicarsi la corsa alla Casa Bianca a novembre. Un’eventualità non da escludere, soprattutto se si considera il passato come ambasciatore dello stesso Huntsman e l’ottimo lavoro svolto quando ricopriva il ruolo di ambasciatore a Pechino. Elemento, quest’ultimo, che potrebbe rivelarsi una discriminante decisiva soprattutto se si considera che gli USA dovranno confrontarsi sempre più con il colosso cinese nei prossimi anni (ne è dimostrazione anche la recente visita degli emissari di Obama a Pechino) per scongiurare il collasso economico del Governo federale di Washington.

Non è dunque da escludere che Huntsman si sia fatto da parte proprio per ottenere tale ruolo che, effettivamente, gli calzerebbe parecchio. Dopotutto parla anche mandarino.

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