Ultimo treno per Rick Perry

By Redazione

gennaio 13, 2012 Esteri

Le primarie del partito repubblicano si spostano nel sud del paese. Dopo lo Iowa ed il New Hampshire la consultazione raggiugerà sabato 21 la Carolina del Sud, stato tradizionalista e profondamente religioso. Proprio per le caratteristiche del territorio, uno degli avversari più insidiosi per il favorito alla nomination Mitt Romney, potrebbe essere quel Rick Perry partito con i favori del pronostico in estate dell’Iowa e che invece oggi, dopo innumerevoli gaffe (rimarrà alla storia famosa quella del dibattito sponsorizzato alla CNBC alla quale cercò di porre rimedio partecipando a “The late show”, condotto da David Letterman), è annoverato tra i candidati più deboli.

Per quanto il governatore del Texas, con un passato da democratico alle spalle, sta perdendo la speranza di puntare seriamente alla nomination, attualmente rappresenta l’ago della bilancia del confronto interno al Gop. Qualora dovesse fallire anche nella Carolina del Sud, infatti, Perry potrebbe vedersi costretto ad abbandonare anzitempo la corsa alla nomination. Mossa che potrebbe compattare la destra americana attorno alla figura di Rick Santorum o di Newt Gingrich, che a quel punto potrebbero godere di un supporto sufficiente a mettere in discussione quella che appare come una vittoria scontata da parte di Romny.

Perry nel giro di poche settimane è riuscito a bruciare tutti i consensi che i sondaggi gli garantivano, fino il tonfo al caucus dell’Iowa, dove si è visto scavalcare oltre che dal favorito Mitt Romney anche da Santorum, Ron Paul e Gingrich. Per questo aveva già pensato di ritirarsi dalla consultazione salvo poi ricredersi, e darsi una seconda possibilità. Possibilità rappresentata proprio dal turno nella Carolina del Sud. Le sue posizioni conservatrici, infatti, potrebbero vederlo risalire la china proprio nelle aree meridionali del paese tradizionalmente più conservatrici. Il governatore del Texas, infatti, ha tra i suoi cavalli di battaglia tematiche che stanno particolarmente a cuore alla popolazione dell’America più profonda.

E’ il caso della sua posizione apertamente contraria all’aborto nonché avversa ad ogni politica favorevole agli omosessuali. Perry fa molto perno sull’appartenenza religiosa definendosi egli stesso un fervente cristiano, aspetto questo che non può che favorirlo in Carolina del Sud (stato tradizionalmente legato ai principi religiosi), e non nasconde di essere favorevole alla pena di morte. Ma l’aspetto più importante ed interessante della sua visione politica riguarda sull’immigrazione, sulla quale adotta una linea particolarmente aggressiva.

Ed è proprio su questo tema che pare che si incentrerà il dibattito nello stato sudista, tanto che tutti i contendenti, già nelle ultime ore prima del voto in New Hampshire, hanno iniziato ad esporre la propria visione in merito. Argomento che il Governatore del Texas pare considerare come il suo principale punto di forza. Fu proprio lui, dopotutto, ad accusare Romney, nel corso di un  dibattito televisivo, di aver utilizzato immigrati clandestini per alcuni lavori nella sua proprietà.

C’è da scommettere che Perry tirerà fuori tali accuse anche nei giorni immediatamente precedenti al voto in South Carolina, dove il problema dell’immigrazione clandestina è particolarmente sentito. Soprattutto in un momento di dissesto economico come quello che sta vivendo l’intero Occidente e che ha causato un drastico aumento del tasso di disoccupazione. Secondo il censimento del 2010, la popolazione ispanica della Carolina del Sud avrebbe subito un aumento del 148% rispetto al 2000, raggiungendo le 235.893 unità (5,1% degli abitanti totali dello stato) di cui almeno un quarto sarebbero irregolari che “portano via il lavoro agli americani” in settori quali l’industria edile e l’agricoltura. Proprio per questo la popolazione della Carolina del Sud vede nell’immigrato clandestino il principale concorrente da battere. Da qui nasce la svolta nella campagna elettorale dei contendenti del Gop.

Ma per quanto Perry possa apparire forte da questo punto di vista, il governatore del Texas non perde occasione per commettere clamorosi errori politici. L’ultimo in ordine cronologico, che potrebbe indebolirlo anche nel prossimo turno di primarie, riguarda la politica estera. Nel corso di un dibattito trasmesso dal canale Abc un paio di giorni prima della primaria del New Hampshire, infatti, Perry si è distinto dagli altri candidati per la posizione nei confronti dell’Iraq, affermando che  qualora dovesse diventare Presidente invierebbe nuovamente le truppe a Baghdad. Una dichiarazione che, in una fase così delicata, rischia di affossarlo definitivamente. In un momento di crisi come quello attuale,, gran parte della popolazione americana ritiene che sia più opportuno concentrarsi sulla politica nazionale che su quella internazionale. Senza contare che sono in molti a credere che la missione lanciata da Bush sia stata un vero disastro. Figuriamoci cosa possono pensare di un eventuale nuovo invio di truppe in Mesopotamia.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *