Sfida al “Gop Corral”

By Redazione

gennaio 10, 2012 Esteri

Le primarie del partito repubblicano americano sono ogni giorno più infuocate. Il candidato forte, quel Mitt Romney che secondo alcuni sondaggi starebbe guadagnano il supporto di sempre più ampie fette della base elettorale del partito, dopo essersi visto voltare le spalle dai media statunitensi (che temono di veder chiudere anzitempo la tornata elettorale per la nomination conservatrice), continua a trovarsi nel bel mezzo del fuoco incrociato dei propri sfidanti.

Oggetto dello scontro, l’ultimo in ordine cronologico, è rappresentato da alcune dichiarazioni dello stesso Romney che avrebbero infiammato una nuova polemica e catapultando l’ex Governatore del Massachusetts nel bel mezzo di un fuoco incrociato con accuse che ora gli piovono addosso anche dall’altra parte della barricata (ovvero dal versante democratico) oltre che dai suoi stessi colleghi di partito.

Ma veniamo al punto. Lunedì sera nel rispondere ad una domanda sulle politiche relative alle assicurazioni sanitarie (meccanismo alquanto contorto negli USA) Romney ha usato un’espressione che non è affatto piaciuta. Nel descrivere cosa a suo avviso non funziona nel sistema assicurativo statunitense, infatti, il candidato del GOP ha affermato che a lui “piace poter licenziare le persone”. Una frase probabilmente fraintesa ( soprattutto se si analizza l’intero discorso con il quale Romney in realtà affermava di voler dare la possibilità di scegliere un’assicurazione diversa qualora quella di cui usufruisce un cittadino non lo soddisfi), ma che comunque ha lasciato molta amarezza anche nella platea che stava seguendo il suo intervento.

Non vi è dubbio che in un periodo di crisi economica così pesante che sta avendo gravi ripercussioni sul mercato del lavoro, tale inciso sia quantomeno infelice. E chiaramente tutto l’ambiente “anti-Romney” ha colto la palla al balzo per alzare i toni del dibattito ed innescare una nuova polemica facendo circolare in rete il video dei 17 secondi in cui il più papabile dei candidati del GOP alla presidenza pronuncia la frase incriminata. Frase che rapidamente è diventata l’oggetto principale su cui far ruotare la sfida.

Considerando il passato di Romney alla Bain Company, che negli ultimi anni ha licenziato o dislocato numerosi dipendenti, era forse inevitabile che questa diventasse una ghiotta opportunità per tentare di indebolire la posizione dell’aspirante candidato alle presidenziali di novembre. Una sorta di tallone di Achille per l’ex Governatore del Massachusetts, tanto che già nei giorni precedenti al discorso incriminato era stato sollevato all’attenzione dell’opinione pubblica dai sostenitori di Newt Gingrich (il candidato del GOP che probabilmente sta deludendo maggiormente dal punto di vista del supporto ricevuto).

Lo sfidante Jon Huntsman, ad esempio, ha colto l’occasione per sottolineare che “è chiaro che a [Romney] piace licenziare le persone” aggiungendo che lui preferisce “creare posti di lavoro”. Ma l’ex Governatore dello Utah farebbe forse meglio a concentrarsi sulla propria campagna elettorale attiva, considerando che non potrà partecipare alle primarie dell’Arizona per la mancata presentazione delle firme necessarie (un po’ come accadde in Italia alle scorse elezioni regionali in Lombardia e Lazio).

Allo stesso modo Rick Perry, anche lui in netto ritardo rispetto alle previsioni della vigilia, ha colto l’occasione per attaccare Romney sottolineando proprio quanto avvenuto alla Bain Company e manifestando tutta la propria solidarietà per le centinaia di persone rimaste disoccupate a causa della politica aziendale della compagnia.

L’unico a non unirsi al coro è stato, a sorpresa, proprio quello che al momento appare l’unico candidato che potrebbe insediare la nomination a Romney: Rick Santorum. L’ex Senatore della Pennsylvania, infatti, ha risposto alla stampa di non voler commentare l’accaduto limitandosi ad affermare di credere nel settore privato, quasi a voler scagionare la Bain Company per la politica dei tagli attuata.

La corsa alla nomination repubblicana si fa dunque sempre più interessante ed entusiasmante da un punto di vista mediatico. Ma i toni eccessivamente accesi rischiano seriamente di far uscire il GOP con le ossa rotte dalle primarie il che andrebbe, chiaramente, a tutto vantaggio dei democratici e dell’attuale Presidente Barack Obama che rischia di scontrarsi a novembre con un candidato pesantemente indebolito.

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