Menotaxipertutti

By Redazione

gennaio 10, 2012 politica

Lo hanno annunciato nel tardo pomeriggio di mercoledì. Al termine di una riunione bolognese le sigle sindacali delle auto bianche ufficializzavano il fermo nazionale dei taxi in data lunedì 23 dicembre per protestare contro le liberalizzazioni del settore. Uno sciopero “a scatola chiusa” che ha spiazzato i più, tra cui la Confartigianato taxi, perchè indetto ancor prima che l’esecutivo avesse presentato il pacchetto con le misure economiche contestate. I tassisti d’Italia sono pronti alle barricate e il presidente di Uritaxi, quel Loreno Bittarelli già presidente di 3570, la più grande cooperativa in Europa con 3500 auto, ha avvertito che “se il Governo deciderà unilateralmente, si scioglieranno le righe e prenderemo misure drastiche”.

Immediata la rabbia dei consumatori. “E’ una protesta del tutto infondata”, tuona il Codacons, che poi mette in guardia gli scioperanti: “In caso di blocchi stradali e danni agli utenti in occasione dello sciopero, non esiteremo a presentare una raffica di denunce in Procura, così come avvenuto nel 2007, quando un elevato numero di taxi bloccò per ore la circolazione stradale a Roma, impedendo il passaggio di auto e mezzi pubblici. Protesta che eèvalsa a 500 tassisti un processo in Tribunale”.

Ma c’è di più. La protesta delle auto bianche ha fatto notizia sul web e destato gli animi di chi, fino a quel momento, stava per rassegnarsi a subire l’ennesima giornata campale in città. Nel giro di poche ore su Twitter è fiorito un movimento di risposta alle barricate tassinare. “Su forza, facciamo uno sciopero degli utenti venerdì 20, prima di quello organizzato da loro”. A scrivere è Simone Spetia, giornalista di Radio24 ed esperto fruitore di social media che, per l’occasione, e a titolo personale, ha coniato la parola d’ordine (hashtag, in gergo) #menotaxipertutti .Tempo una mezz’ora e l’idea prende piede con rapidità, registrando centinaia di adesioni spontanee e arrivando in cima alla lista dei trend topic italiani su Twitter.

“Aderisco a #menotaxipertutti, non ne sentiremo la mancanza”, scrive Gianmario Mariniello, coordinatore nazionale dei giovani di Fli. D’accordo anche il deputato dell’Api Gianni Vernetti che twitta a favore della mobilitazione chiedendo liberalizzazioni “per far ripartire l’italia”, e il collega Paolo Gentiloni: “Ce ne sono di più importanti, ma dopo la sfida dei tassisti quella e’ diventata la madre di tutte le liberalizzazioni”.  Poi arrivano le benedizioni del direttore di Europa Stefano Menichini e di Paolo Madon, responsabile del quotidiano Lettera43. I tweets intanto diventano centinaia, anche perché la gente risponde con entusiasmo e invita a diffondere il messaggio.

“Basta con questa categoria di privilegiati”, scrive Annj58. Limprenditore esorta all’uso della bicicletta: “Provate il bike sharing e spernacchiate i taxi fermi ai parcheggi”, mentre StefanoSciacchi si spinge oltre: “W il tram dell’Atm (anche con biglietto a 1,5 euro)”. MikyVicenza ha le idee chiare: “aderisco, l’ho preso solo una volta in vita mia e mi è costato un botto”. Il più lungimirante di tutti però è Umb80 che lo sciopero dei taxi “lo faccio since 1980”. Tra la valanga di attestati di stima c’è anche chi sparge un po’ d’ironia: “a che mi servono i taxi se ogni volta che li chiamo perchè ubriaco, si rifiutano di caricarmi?”. Alla fine però, vince una perla di saggezza. Ed è, perdonate l’autoreferenzialità, quella del nostro redattore Luca Pautasso: “Prendete i mezzi pubblici. Non potete parlare al conducente, ma non siete nemmeno costretti ad ascoltarlo”.

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