Twitter e le Castro-nerie

By Redazione

gennaio 8, 2012 Esteri

Fidel è morto, evviva Fidel. A far tremare le vene ai polsi dei nostalgici, nella notte del 3 gennaio la notizia della morte del leader Maximo. Rimbalzata su twitter, ha iniziato a fare talmente tanto rumore sul social network che “Fidel” è diventata in pochissimi minuti la terza parola più digitata in tutto il mondo. È dovuta intervenire perfino Yoani Sànchez, blogger , tra i principali esponenti del movimento anticastrista che ancora vive sull’isola. Che oltre a non saperne nulla, commentava amaramente a chi le domandava conferma che, anche qualora fosse stato vero, il popolo di Cuba sarebbe stato l’ultimo a saperlo.

Una frase che ha messo la pulce nell’orecchio a chi del cinguettio ha fatto uno stile di comunicazione. Che è andato a ripescare un altro tweet della Sànchez. In inglese, datato 31 agosto, intorno alle 10 di sera, diceva: “Il mio telefono non si ferma, tutti mi chiedono se è vero che Fidel Castro sia morto. No, ma se fosse vero, noi cubani saremo gli ultimi a scoprirlo”. No, la blogger non dissemina casualmente smentite sulla morte del dittatore cubano. Era successo, e questa volta come allora, che una sofisticatissima mail di spam aveva tratto in inganno alcuni utenti. Un finto layout di un autorevole sito di all-news sudamericano, una finta foto di Fidel morto “en la tarde de noy en su residencia”. Senza perdere tempo a “Clicca qui per vedere la notizia”, che avrebbe portato forse un virus, ma sicuramente alla scoperta della bufala, per arrivare primo sulla notizia qualcuno ha pensato bene di condividerla senza verificarne la fonte. Ma repetita iuvant. Così, mentre il 31 agosto, prima di capire cosa diamine fosse successo, il mondo si interrogò per una buona giornata, l’altra notte sono bastate una manciata d’ore per svelare l’inganno. 

 

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