Capo, hai spicci?

By Redazione

gennaio 8, 2012 Cultura

Tutto è bene quel che finisce bene. La questua on-line di Wikipedia per raggranellare i fondi necessari a far sopravvivere l’enciclopedia libera ha portato nelle wikicasse oltre 20 milioni di dollari. Davvero niente male per una “onlus” della cultura che lamenta di essere sempre sull’orlo del collasso finanziario. Il bel risultato sarà certamente anche merito della superdonazione da 500mila dollari di Sergey Brin, cofondatore di Google. Ma, come tengono a sottolineare i wikipedisti, il grosso del lavoro lo hanno fatto il milione e più di micro-mecenati sparsi in giro per il mondo che hanno versato nelle casse esangui di Wikipedia chi 5, chi 10, chi 20 dollari.

Anche per quest’anno dunque Wikipedia è salva. Per settimane Jimmy Wales, il fondatore dell’enciclopedia wiki, e i suoi collaboratori hanno supplicato gli utenti di dare una mano. Con gli occhi languidi del gatto di Shrek hanno teso il piattino dal frontispizio di ciascuna delle 20 milioni di voci da cui è composta. Si dice che  certa gente sia così avara che non sgancerebbe uno spicciolo nemmeno se si piangesse in cinese. Quelli di Wikipedia lo hanno fatto. Hanno pianto miseria in 282 lingue differenti, a dire il vero. Si sono messi a fare un po’ come quei giovanotti dallo sguardo vacuo e la barba di due giorni che per strada fermano i passanti chiedendo loro se hanno qualcosa contro i ragazzi usciti dal tunnel, una firma per i bradipi dislessici del Madagascar o un contributo per i bambini orfani della Svervegia. Quelli a cui per salvare il mondo basta convincere il gonzo di turno ad acquistare una penna, un portachiavi, o una veduta ad olio di Forlimpopoli sotto la neve.

Se però Wales e soci sono stati solerti nel battere cassa, lo sono stati molto meno nell’esprimere la loro riconoscenza. I loro appelli strappalacrime alla generosità degli internauti hanno intasato il web per settimane, da novembre a gennaio, mentre i ringraziamenti hanno trovato spazio sì e no per un giorno. Nemmeno il tempo di festeggiare lo straordinario risultato (un vero e proprio record di donazioni, mai raggiunto prima da Wikipedia), o di elargire almeno qualche pacca sulla spalla ai lettori, ed ecco che mr. Wales ha cominciato subito a dire che, sì, 20 milioni di dollari sono tanti, ma la gestione dell’enciclopedia di quest’anno ne brucerà almeno 28,3. Quanta indelicatezza.

Ma il grosso cruccio di Wikipedia, ora, non è tanto quello di far quadrare i conti. E’ un problema di appeal. Nonostante il bel risultato dell’ultima maxi-elemosina, l’enciclopedia deve fare i conti con una lenta ma costante emorragia di utenti contributori, ovvero coloro che aggiungono e aggiornano le voci, dall’Europa e dagli Stati Uniti. Anche il fatto che, su 470 milioni di utenti mensili della galassa Wikimedia, poco più di un milione abbia effettivamente messo mano al portafogli, rappresenta un dato indicativo. Si stima che se tutti gli utenti donassero 5 dollari si raccoglierebbe in un solo giorno la somma necessaria a mantenere Wikipedia per un intero anno. Ma per raggiungere il risultato sono occorsi tre mesi di suppliche accorate. E forse non basteranno nemmeno, se le stime di spesa di Wales per il 2012 sono corrette.

Per questo Wikipedia ora punta ad espandersi nei paesi in via di sviluppo: dall’India alla Cina, dalla Russia al continente africano, sfidando difficoltà tecniche e censure, e cercando di mantenere in vita la fiammella traballante di un sapere globale in formato wiki. Un sapere che, se non costa nulla a chi vi attinge, costa però tantissimo a chi lo produce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *