La repubblica delle bonone

By Redazione

gennaio 7, 2012 Esteri

Ammettiamolo: a noi italiani delle primarie repubblicane negli Stati Uniti non potrebbe importare di meno. Nonostante torme di commentatori nostrani sgomitino per fornirci l’analisi più acuta sulle alchimie del Gop in vista delle presidenziali, per la casalinga di Voghera Romney e Gingrich potrebbero essere soltanto una cover band di Simon & Garfunkel. Anche perché, a dirla tutta, del complicatissimo meccanismo elettorale di queste primarie non riusciamo proprio a capire un beneamato. Per noi il caucus è un piatto tipico del Maghreb. I grandi elettori sono solo votanti di notevole statura. Santorum è un giornalista un po’ casinista che ama le piazzate ce l’ha su a morte con Berlusconi. Per quanto riguarda infine Iowa, Ohio e Utah, facciamo addirittura fatica a pronunciarli tutti di seguito senza slogarci la mandibola. Ma da quando sono scese in campo le sorelle Huntsman, è tutta un’altra musica. E siamo tutti un po’ più repubblicani.

Loro sono Mary Anne, Liddy, e Abby. Sono le tre figlie “very handsome” del Jon Huntsman che vuole diventare l’anti-Obama. Hanno rispettivamente 26, 23 e 25 anni, sorrisi da rotocalco e fisici da coniglietta di Hugh Hefner. Due bionde e una mora, come le veline con la ruota di scorta. Una è già sposata (ahinoi), l’altra insegna pianoforte, la terza vuole sfondare nel business della moda. Da qualche settimana la loro presenza delizia i membri (e non siate maliziosi, please) del partito repubblicano. E non solo loro.

Sul web, infatti, sono persino più famose del padre. Specie da noi. Dove, di norma, si ha già troppa nausea dei politici di casa per interessarsi a quelli altrui. Ma se si tratta di belle figliole, molla lì. Così se su Twitter papà Huntsman vanta suppergiù 70mila followers, le figlie ne hanno oltre 20 mila. Mica male, considerato che dovendo scegliere tra la Casa Bianca e la Playboy Mansion, probabilmente i loro fan opterebbero per incorniciarle nella seconda. Su Google la chiave di ricerca “Huntsman daughters hot” è così cliccata da apparire tra i suggerimenti automatici. Persino su Facebook è nato il gruppo “Italian bloggers for Huntsman girls”, per scimmiottare le crew di bloggatori nostrani che si mobilitano in favore di questo o quel candidato d’Oltreoceano.

Tutti pazzi per Mary Anne, dunque. Ma anche per Liddy e Abby. Intanto le tre, scaltrissime, hanno capito l’antifona, e da brave “daddy’s girls” sfruttano tutta la loro improvvisa celebrità per alimentare la campagna elettorale del babbo. Lui ringrazia e coglie sapientemente la palla al balzo. Del resto se la matrona Cornelia ostentava i figli come gioielli, perché lui non dovrebbe usare le pargole al posto dei santini?  

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