Gli italiani e il Climategate

By Redazione

gennaio 3, 2012 Esteri

Era il 1989 e usciva “Weekend con il Morto”. All’inizio del film i protagonisti, Larry e Richard, combattevano la calura estiva newyorkese standosene sull’incatramato tetto di un grattacielo con una mini piscina gonfiabile e una radiolina gialla a pile che gridava: “Caldo, caldo, caldo! La Grande Mela si sta trasformando in una grande mela cotta!” Già si parlava di riscaldamento globale, cambiamenti climatici, inquinamento, gas serra e via discorrendo. Come sappiamo, ancora se ne parla. Solo che la questione sta diventando più controversa di quanto non lo sia stata in passato.

Il riscaldamento globale ci ucciderà tutti. Anzi no, il riscaldamento globale è una bufala. I cambiamenti climatici sono tutta colpa dell’uomo, che sta portando il pianeta Terra alla rovina. Non è vero, sul pianeta Terra i cambiamenti climatici ci sono sempre stati, non è certo una novità. Chiacchiere da bar? Forse. Fatto sta che gli scienziati non sempre sono d’accordo sul modo in cui considerare il fenomeno del riscaldamento globale, le sue cause e le sue conseguenze.

Un recente articolo Steven F. Hayward su quello che viene definito Climategate II, la cui traduzione abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, accende nuovamente i riflettori sulla questione delle connivenze tra politica e scienze e sulle verità nascoste che riguardano l’attuale stato di salute del nostro pianeta. 
(Clicca qui per leggere l’articolo di Hayward: prima parte; seconda parte; terza parte; quarta parte).

Abbiamo sentito l’opinione di Franco Battaglia, docente di chimica ambientale all’Università di Modena, tra i più importanti studiosi italiani di climatologia. Già nel 2009, anno nel quale scoppiò lo scandalo del primo Climategate, aveva definito il global warming antropogenico un ‘colossale falso scientifico’.

Secondo gli estratti delle email riportati da Hayward, ciò che sembra emergere è che in alcuni casi la politica si è ‘nutrita’ della ‘favola’ del riscaldamento globale per seminare il panico, accaparrarsi voti, giustificare erogazioni di fondi. D’altra parte, il mondo della scienza si sarebbe ‘nutrito’ degli stessi fondi erogati per la ricerca, giustificandoli a suon di previsioni catastrofiche sul cambiamento climatico. Si può dire che è il solito attacco dei negazionisti del riscaldamento globale; oppure si può dire che Hayward ha descritto il funzionamento di un’associazione per delinquere. 

Purtroppo è più vicina alla realtà la seconda interpretazione. Non esiste alcun “movente” per i cosiddetti negazionisti. Non certo gli interessi sui combustibili fossili (CF), giacché gli stessi negazionisti invocano l’uso del nucleare. Sulla favola del GW invece v’è un movente per chi la propala: 1) coloro che hanno interesse a promuovere tecnologie fallimentari di produzione elettrica (solare ed eolico); 2) coloro che hanno interesse nei CF, i quali sostengono quelli del punto 1) in modo da evitare il più possibile la diffusione del nucleare, l’unica tecnologia in grado di competere coi CF; 3) coloro che drenano denaro per lo studio del GW presunto antropogenico; 4) coloro che ne hanno fatto un’agenda politica (salvare il mondo) e sono diventati ministri e capi di governo.

Secondo la corrispondenza privata tra gli scienziati, esiste effettivamente una mancanza di consenso generale all’interno della comunità scientifica riguardo la minaccia rappresentata dei cambiamenti climatici. Qual è la sua posizione a questo proposito? 

I cambiamenti climatici (CC) ci sono sempre stati. Il pianeta è stato in passato più caldo di adesso e anche più freddo di adesso. Quindi gli attuali CC non possono essere causati dalle attività umane visto che quelli in passato non lo sono stati. Se i CC rappresentano una minaccia (oggi come nel passato) e se essi non sono causati dalle emissioni umane di CO2, allora affrontarli riducendo queste emissioni significa non affrontarli, cioè far permanere la minaccia.

Hayward fa particolare riferimento alla comunità scientifica di Regno Unito e Stati Uniti. Fino a che punto il meccanismo perverso che descrive è riscontrabile all’interno della comunità scientifica italiana?  Uguale. Vi sono centri di “ricerca” italiani che sono foraggiati in nome del GW antropogenico.

L’ultimo summit sudafricano non ha fatto grande notizia. Leggendo i quotidiani apprendevamo semplicemente che non si stava producendo nulla di concreto. Forse è banale chiedere di chi è la colpa ma…lei che idea si è fatto? Come mai non ci si smuove? È solo per via della fame di energia (tanta e subito) delle grandi potenze emergenti? 

E’ impossibile che si produca mai alcunché di concreto. Lo scrivevo 10 anni fa: tutte le Cop sono destinate a fallire. Il perché è banale. Per comprendere le dimensioni del problema basta riflettere sul fatto che l’attuale parco nucleare mondiale produce 300 GW elettrici che evitano il 6% delle emissioni. Ergo, per ridurre le emissioni del solo 6% (Kyoto) bisognerebbe impegnare €1000miliardi e installare 300 reattori nucleari. Faccio notare che i potenti del mondo non si sono messi d’accordo su un impegno economico di €100miliardi. In ogni caso, anche €1000miliardi in 300 reattori nucleari produrrebbe una riduzione (6%) che è insignificante ai fini del presunto problema. Ma non è finita: si vorrebbe operare le riduzioni col fotovoltaico (FV) e con l’eolico; orbene, per produrre 300 GW elettrici bisognerebbe impegnare €2000miliardi in impianti eolici o €20.000milirdi in impianti FV. A riprova di quanto dico stanno i fatti: Kyoto vorrebbe ridurre le emissioni di CO2 del 6% rispetto a quelle del 1990. Orbene, oggi le emissioni mondiali sono il 30% IN PIU’ di quelle del 1990. Altro che riduzione…

Hayward da riferimento al fatto che alcuni scienziati dissidenti siano stati messi da parte, ignorati. Accade o è accaduto anche per il dibattito sul nucleare in Italia e, più in generale, nella comunità scientifica internazionale? 

Sì. In Italia il dibattito sul nucleare è stato monopolizzato dai vari Beppe Grillo, Adriano Celentano, etc. Fuori dall’Italia si continua ad installare reattori nucleari: un paio di mesi fa è stato connesso alla rete il primo reattore nucleare iraniano; pochi giorni fa è stato connesso alla rete il 33mo reattore nucleare russo; la Cina ha 26 reattori nucleari in costruzione, etc. A chi dice che l’Eu non ne sta costruendo di nuovi, bisogna ricordare che l’Eu ha già i reattori nucleari che le servono: la fonte nucleare è la prima fonte di produzione elettrica in Eu (il carbone è secondo, il gas terzo e l’idroelettrico quarto; questi 4, insieme, producono oltre il 90% del fabbisogno elettrico; il restante è rifiuti solidi urbani, geotermia e alla fine, ma solo alla fine, eolico (meno del 3%) e FV (meno dello 0.1%).

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