Esulta Romney piange il Gop

By Redazione

gennaio 3, 2012 Esteri

Dopo i caucuses dell’Iowa il grande sconfitto è il partito Repubblicano. Sostanzialmente per due motivi: è privo di una leadership convincente e non riesce a suscitare l’entusiasmo dei propri elettori, nonostante Obama non stia navigando in buone acque.

Quella che doveva essere una grande prova di ottimismo e di partecipazione popolare infatti non si è rivelanta tale. Al termine dello scrutinio i voti che i candidati si sono divisi sono poco più di 120.000. Se si considera che quattro anni fa il tournout fu 119.000 elettori la differenza è minima, e la chiamata alle armi contro Obama non ha riscosso molto successo. E questo può essere un grande campanello d’allarme per il partito Repubblicano, che alla vigilia di questi caucuses si auspicava una partecipazione record che potesse essere interpretata sia come un segnale ben chiaro da mandare alla Casa Bianca, sia come un dato positivo che aiutasse a superare il fatto che gli attuali candidati continuano ad essere recepiti come dei candidati deboli incapaci di fare breccia fra l’elettorato conservatore.

Conseguenza di quanto detto è una mancanza di entusiasmo da parte degli elettori repubblicani che è stata segnalata più volte da Nate Silver nel corso della serata. In due dei distretti tenuti d’occhio nella lunga notte di Des Moines ad emergere è infatti un senso di strisciante disillusione che si è manifestato sia ad Ames nella contea di Story dove, nonostante la folla numerosa, l’entusiasmo sembrava abbastanza basso – «The lobby of the City Auditorium here is getting crowded, as volunteers try to shoo caucus-goers into the 800-person auditorium. At least five people are waiting to register for the first time.Despite the crowd, enthusiasm seems low» – sia a Alton, nella contea di Sioux, dove quattro anni fa Huckabee ottenne il 53% delle preferenze  ed oggi è Santorum ad imporsi, ma solo con il 46% e anche l’entusiasmo non è lontanamente paragonabile a quello delle scorse elezioni: «Santorum is the closest thing we have to Huckabee,” said Richard Vander Wel, 47, an insurance and investment broker. “But there’s not as much excitement».

Il partito Repubblicano si è svegliato senza una leadership forte da seguire e da poter contrapporre al presidente uscente. È vero che quattro anni fa a vincere in Iowa fu Huckabee e McCain arrivò addirittura quarto però il Gop navigava in acque ben peggiori di queste con un job approval di Bush che trascinava verso il basso le azioni del partito. Inoltre Huckabee si dimostrò capace di tenere testa a McCain per tutti i mesi successivi e stavolta non sembra che Santorum possegga né i mezzi finanziari né il carisma per ottenere gli stessi risultati.

Obama dal canto suo, nella serata di ieri, non è rimasto a guardare ma ha deciso di ” occupare” gli spazi pubblicitari della versione online del Des Moines Register per divulgare uno spot in cui si sottolineavano le promesse mantenute della sua amministrazione. Con l’effetto visivo di focalizzare l’attenzione del lettore su di sé piuttosto che sulla consultazione repubblicana che si stava svolgendo.

 Ultima nota per Michele Bachman nata a Waterloo in Iowa nella contea di Black Hawk che in questo suo stato era riuscita a vincere lo straw poll di agosto che, tra le altre cose, aveva portato Pawlenty alla decisione di ritirarsi dalla corsa. Nonostante giocasse praticamente in casa è riuscita a racimolare solo un misero 5% pari a circa 6.000 voti, anche se il dato più negativo forse viene proprio dalla contea che le ha dato i natali dove (al 98% dello scrutinio) non è riuscita ad ottenere nemmeno 300 voti pari all’8% piazzandosi in penultima posizione.

 

Nonostante questo le sue dichiarazioni di commento ai risultati sono state improntate all’ottimismo  autoproclamandosi come l’unica esponente conservatrice che può battere Obama e affermando che molto presto alla casa Bianca ci sarà un’altra Michelle. Va bene che servono ottimismo e fiducia, ma forse la Bachmann si è lasciata prendere un po’ la mano.

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