Partita a scacchi con Teheran

By Redazione

dicembre 30, 2011 Esteri

Un botta e risposta dai contorni inquietanti quello che si sta consumando in questi ultimi giorni sull’asse Washington Teheran. Tutto ha avuto inizio ad inizio martedì quando il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Rahimi, citato dall’agenzia di stato IRNA, ha minacciato la comunità internazionale di chiudere lo Stretto di Hormuz alla circolazione delle petroliere internazionali qualora vengano imposte sanzioni contro le esportazioni petrolifere iraniane. Un’eventualità, quella della chiusura dello Stretto di Hormuz (54 km di mare fra la Persia e la penisola arabica all’ingresso del Golfo Persico) che metterebbe in seria crisi l’intero mercato petrolifero mondiale considerando che proprio da quel tratto di mare transita un terzo del fabbisogno petrolifero mondiale.

Proprio l’importanza geostrategica rappresentata dal Golfo Persico ha spinto gli Usa, in risposta a questa minaccia, ad agire duramente. Il Pentagono non ha infatti perso tempo assicurando che non consentirà alcun tipo di interruzione del libero passaggio delle navi dalle acque dello stretto passando rapidamente dalle parole ai fatti. Inviando la portaerei a propulsione nucleare USS John Stennis (una delle più grandi unità della flotta americane) in prossimità dello specchio acqueo “conteso” mandando su tutte le furie la marina iraniana, proprio in questi giorni impegnata in esercitazioni militari nella zona. La finalità del dislocamento, per quanto il Pentagono abbia detto che lo spostamento era “programmato da tempo”, sarebbe quella di evitare che l’Iran possa dar seguito alle minacce seminando mine nello Stretto di Hormuz con l’obbiettivo di affondare le petroliere occidentali.

Ma tale mossa non è stata affatto apprezzata da Teheran, come dimostrano le dichiarazioni dell’ammiraglio Seyyed Mahmoud Mousavi, vice comandante della Marina iraniana, il quale ha dichiarato che la Repubblica Islamica è pronta a confrontarsi “con i trasgressori che ignorino i perimetri di sicurezza imposti per le esercitazioni, in linea con il diritto internazionale” a cui ha fatto eco il Capo Aggiunto della Guardia della Rivoluzione  Hossein Salami, affermando che l’Iran risponderà alla minaccia con le minacce non esitando a mettere in pratica la propria strategia di difesa con inedita determinazione.

Dichiarazioni al vetriolo che non fanno altro che gettare benzina sul fuoco di una crisi internazionale che sembra sempre più lontana da una soluzione pacifica. Nonostante nelle ultime ore il rischio della chiusura dello stretto da parte dell’Iran sia rientrato (notizia divulgata dal contrammiraglio Habibollah Sayyari attraverso la TV iraniana) Mousavi è tornato a farsi sentire ribadendo che Teheran prevede la preparazione delle unità al “confronto con il nemico” quasi a voler dimostrare la temerarietà del Regime degli Ayatollah.

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