Vitalizi intoccabili

By Redazione

dicembre 29, 2011 politica

Molte regioni in questi giorni stanno approvando norme che riducono, rivedono, riformano il sistema delle indennità e dei privilegi che spettano ai consiglieri regionali. Una tendenza questa che, fatti salvi alcuni rari casi, si è imposta soprattutto grazie una forte campagna di stampa che ha sensibilizzato i cittadini sul tema dei costi della politica.

Quello che spesso accade, però, è che i consigli regionali tendono a fare quello che ai parlamentari fino a qui è riuscito benissimo: tagliare sempre per gli altri e mai per sé stessi. I parlamentari parlano spesso di abrogare le province, di dimagrire le regioni, di accorpare i comuni. Con molta più difficoltà, invece, affrontano il tema dell’eccessiva rappresentanza parlamentare di questo paese, delle indennità troppo alte che percepiscono deputati e senatori e così via.

Anche una regione considerata da molti “virtuosa” come il Friuli Venezia Giulia ha scelto finalmente di legiferare sull’annosa questione dei vitalizi e delle indennità dei consiglieri regionali. Quello che concretamente è accaduto è che si è finito con l’approvare una norma che stabilisce due cose. Primo: i vitalizi sono abrogati dalla prossima legislatura. Secondo: si è deciso di slegare l’indennità dei consiglieri regionali da quella dei parlamentari, collegando ogni aumento di stipendio al crescere dell’indice Istat ma con un riferimento ben preciso: lo stipendio di Gennaio 2011. Così facendo è stato possibile salvaguardare gli stipendi dai due tagli decisi dal governo a Giugno ed Ottobre.

Personalmente  non ho voluto votare contro il mio partito ma non me la sono nemmeno  sentita  di votare contro la mia coscienza. Sull’emendamento che rinviava la riforma dei vitalizi alla prossima legislatura e scongiurava i tagli alle indennità ho scelto di abbandonare l’aula e di non partecipare alla votazione.  Alla nostra regione va certamente riconosciuto di aver ridotto i consiglieri regionali da 60 a 48 e di aver proposto questo “dimagrimento” della nostra assemblea prima di tutti gli altri.

Con altrettanta franchezza, però, va detto che  i contenuti di quell’emendamento non possono essere condivisi. Ai cittadini italiani abbiamo chiesto sacrifici immediati: i proprietari di prima casa (non certo un lusso) si sono visti re-introdurre l’ICI, i proprietari di seconde case hanno nei fatti subito una vera e propria patrimoniale, moltissime donne hanno visto spostarsi in avanti di 4-5 anni l’età pensionabile e, in genere, abbiamo chiesto a tutti di rimanere al lavoro più a lungo e di accettare l’idea di una pensione molto più modesta di quanto avveniva in passato.

Non possiamo correre il rischio di lanciare agli italiani un messaggio profondamento sbagliato: i loro sacrifici devono essere immediati mentre quelli dei politici possono essere posticipati alla legislatura successiva.

Non si tratta di fare demagogia ma in un momento come questo approvare un emendamento che rinvia il taglio dei vitalizi e che contiene di fatto un aumento delle indennità spettanti ai consiglieri regionali è una scelta non difendibile. Ed è purtroppo una scelta che è stata approvata da una larga maggioranza politica: dal Pdl all’Udc, passando per Lega Nord, Partito Democratico e Gruppo Misto. 

(*) Massimo Blasoni è consigliere regionale del Pdl in Friuli Venezia-Giulia

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