La “supercazzola” di Monti

By Redazione

dicembre 29, 2011 politica

Alla conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio Mario Monti è apparso tranquillo, sicuro di sé e in vena di rassicurazioni. Ai cronisti ha detto che, dopo la manovra lacrime e sangue ribattezzata “Salva Italia”, ”da oggi non avrei obiezioni se decideste di chiamare la fase che comincia ‘Cresci Italia’”. Ha poi assicurato che “non occorre un’altra manovra correttiva” dei conti pubblici, “che sono stati messi in sicurezza”. Inoltre ha aggiunto che il Governo ha “tenuto presenti gli obiettivi di crescita economica e solidarietà sociale”. Ma la prolusione del premier ha significato tutto e niente. Tanto che alcuni commentatori l’hanno ribattezzata scherzosamente “supercazzola di fine anno”. Anche la reazione dell’emiciclo è stata piuttosto sottotono.

Fiducia e cautela nelle file del Pd.   “Valuteremo con attenzione le misure concrete che il Governo proporrà al Parlamento, ma le linee d’azione indicate dal Presidente del Consiglio Monti sono condivisibili e vanno nella direzione giusta” ha detto Marina Sereni, vice presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito democratico. Più entusiasta il collega di partito Francesco Boccia: ”Il Partito democratico crede nella possibilità di fare le riforme: questo è stato il motivo principale della nostra scelta di sostenere l’esecutivo Monti che oggi si è impegnato ad andare avanti seguendo la bussola della crescita e dell’equità”.

Ottimista anche Italo Bocchino, vicepresidente di Fli: “Le parole del presidente Monti sono confortanti perché finalmente si parte col secondo tempo, quello del Cresci-Italia”. Bocchino però ammonisce l’esecutivo: “Ora aspettiamo che mantenga gli impegni presi e alla ripresa dei lavori si parta da subito con riforma del lavoro, liberalizzazioni e un sempre più duro contrasto all’evasione e alla corruzione”.

Da Giorgia Meloni, deputata Pdl, arrivano invece dichiarazioni caustiche: “Apprendiamo dallo stesso Monti che sarebbe stato nominato alla guida del nostro governo per  tranquillizzare l’opinione pubblica tedesca. Sono contenta che ora i  tedeschi siano più rilassati e sereni: il problema è che a essere  preoccupati sono gli italiani”. Secondo l’ex ministro della Gioventù, il Governo dovrebbe cominciare a fare ciò per cui è stato chiamato: “riforma del mercato del  lavoro, aggressione alle rendite di posizione a cominciare dai grandi  gruppi, rafforzamento della spesa produttiva”.

Decisamente scettica anche la Lega Nord: “Per il suo discorso di fine anno il premier Monti ha tolto il loden e ha vestito i panni del nuovo Peter Pan dell’isola che non c’è”, ha dichiarato il leghista Massimo Polledri. “Un governo tecnico che sembra amare l’esposizione mediatica tanto da occupare uno spazio pubblico come mai nessuno ad oggi ha fatto, sconfinando in alcuni punti nel peccato di superbia, fino a parlare di rapporti internazionali e non di quello per cui è stato nominato: risanare l’economia del nostro Paese non con tasse ma con riforme che portino sviluppo”.

Anche il leader Idv, Antonio Di Pietro, non è generoso nel giudicare il premier: “L’Idv valuterà i provvedimenti del governo Monti man mano che saranno presentati e dopo averli letti. Oggi non li  abbiamo letti, abbiamo assistito a una politica dell’annuncio. Il presidente del Consiglio – rincara Di Pietro – ha dato il nome elogiativo di “Cresci-Italia” ma non sappiamo quale Italia crescerà,  soprattutto quali italiani cresceranno. Fin ora sono cresciuti solo  gli italiani evasori fiscali, falsificatori di bilancio e quant’altro”.

”Da Monti oggi abbiamo ascoltato solo titoli e proclami” tuona il segretario nazionale dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto, secondo il quale “sulla crescita non c’è niente di concreto”. “Preoccupa – prosegue Diliberto – l’annuncio della riforma del mercato del lavoro: così come l’allungamento dell’età pensionabile significa meno lavoro per i giovani, ogni maggiore libertà di licenziare significherà più disoccupazione. La crisi non si combatte così ma colpendo le rendite, i grandi patrimoni e l’evasione. E su questo fronte ancora una volta di concreto il prof. Monti non ci ha detto nulla”.

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