Il Grande Fratello è tra noi

By Redazione

dicembre 29, 2011 Cultura

Alcune volte capita che la finzione diventi realtà. Se si pensa a tre grandi autori della prima metà del secolo scorso e se si legge le loro opere principali, ci si accorgerà facilmente che la situazione politica attuale era stata grosso modo prevista con molti decenni d’anticipo. Si fa riferimento al filosofo e teologo russo Solovëv, al grande convertito inglese Robert Hugh Benson e al famoso scrittore George Orwell. Le opere profetiche in questione sono rispettivamente “Il racconto dell’Anticristo” (1900), “Il Padrone del mondo” (1907) e il più noto “1984” (1948). Libri scritti quando ciò che era immaginato sembrava davvero surreale. E invece…

Negli ultimi anni abbiamo toccato con mano la pressoché totale perdita di sovranità nazionale. L’Unione europea, i vari Trattati internazionali e l’euro ci sono stati imposti dall’alto senza che qualcuno abbia mai avuto la preoccupazione di consultare la volontà popolare. Addirittura in Grecia e in Italia si è deciso persino chi dovesse andare al governo, esautorando le maggioranze scelte con le elezioni. I mass media, salvo poche eccezioni, continuamente martellano la mente dei cittadini con slogan e servizi in cui si decantano la magnificenza dell’Europa, il dialogo, gli incontri interreligiosi, il rispetto dei diritti umani. Chi si oppone all’andazzo dominante viene emarginato senza pietà.

Davvero si è creato un clima da Grande Fratello di orwelliana memoria. Chi era il Big Brother di 1984? Un’entità che nessuno aveva mai visto di persona, onnisciente e infallibile, che stava al vertice del potere politico. In effetti, pur con le dovute distinzioni, chi conosce davvero e chi ha scelto i burattinai che decidono le sorti della finanza mondiale? Eppure siamo continuamente indotti a parlar bene di organismi quali il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea. E persino di un uomo come Mario Monti che appartiene a quei circoli finanziari detti “poteri forti” come il Gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale. È del tutto evidente inoltre come ormai l’Europa (che non è certo quella medievale di Carlo Magno), da vero Grande Fratello, controlli quasi ogni passo della nostra vita quotidiana e decida al nostro posto tutto quel che si deve fare, scavalcando ogni forma di sovranità statale. E la dittatura immaginata da Orwell non era forse di tipo mentale, imposta con il lavaggio del cervello e senza alcun clamore, senza alcuna violenza apparente? Non era una dittatura che aveva imposto una neolingua, così diffusa oggi, tanto che non si chiamano più le cose con il loro nome, ma con eufemismi tendenti a nascondere la verità (pensiamo solo all’aborto, vigliaccamente definito “interruzione volontaria di gravidanza”)? E, ancora, quello orwelliano non era forse un sistema contraddistinto dalla passività con cui la cittadinanza accettava come “verità” qualcosa che sapeva benissimo non essere vera e dalla manipolazione dei libri di storia per adeguarli ai diktat provenienti dall’alto? Tutto ciò si è drammaticamente realizzato nel corso degli ultimi decenni, soprattutto grazie al ruolo quasi diabolico della televisione.

Si è formata, gradatamente ma con fermezza, una sorta di super governo mondiale che tende a coinvolgere tutto e tuti, compreso l’aspetto spirituale e religioso. Benson parlò proprio di questo, di un mondo in cui si predica tolleranza, umanitarismo e sincretismo religioso, ma dove si cerca in ogni modo di distruggere la Chiesa cattolica. Non è tragicamente reale tutto ciò? Forse in un punto Benson sbagliava: la Chiesa (o, meglio, diversi uomini di Chiesa) sta aiutando i suoi nemici nell’opera di demolizione e, per certi versi, auspica anch’essa un nuovo ordine internazionale.

Si sta così concretizzando la visione di Solovëv, che ha descritto mirabilmente la figura dell’Anticristo. Per il teologo russo questi sarebbe stato presidente degli Stati Uniti d’Europa, vegetariano ed animalista, nonché grande esegeta, convinto ecumenista, noto filantropo e grande pacifista. All’apice del suo potere avrebbe convocato un Concilio ecumenico, con l’obiettivo di farsi riconoscere anche capo di tutti i cristiani ed esponente di tutti i culti. Non si può non sentire un brivido lungo la schiena nel rileggere questi passi. Nella sostanza, assistiamo effettivamente alla loro realizzazione. Non viviamo forse in un mondo che ha contrapposto i diritti umani a quelli di Dio e, anzi, ha del tutto eliminato questi ultimi mascherandoli con buoni sentimenti e carità pelosa? Non facciamo forse parte di un ingranaggio che tenta di annullare ogni differenza per creare un unico grande calderone in cui sia più facile controllare il dissenso e poter imporre un pensiero unico? Non viviamo forse nella dittatura del relativismo e del politicamente corretto?

Magari qualcuno penserà che le osservazioni qui fatte siano esagerate. Forse è vero. E sicuramente c’è un che di provocatorio in simili constatazioni. Tuttavia, ad una più attenta analisi, non tutto è assurdo, non tutto è così campato per aria. Anzi, non si dovrebbe sottovalutare o guardare con sufficienza ai libri citati. Passare oltre vorrebbe dire fare proprio il gioco del Grande Fratello o del Padrone del mondo o dell’Anticristo. Si chiami pure questa entità misteriosa come si preferisce. La sostanza resta comunque. E non è certo rassicurante. 

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