Fase Due: suspance!

By Redazione

dicembre 28, 2011 politica

Fase uno: tasse. Fase due? Suspance. Consegna del silenzio per i ministri di Monti, che del cdm di ieri non hanno fatto trapelare nemmeno un’indiscrezione. Al termine di una seduta durata tre ore, solo il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, ha parlato alla stampa. Eludendo però abilmente le domande dei giornalisti che chiedevano lumi circa gli esiti del consiglio, e rimandando al giorno successivo lo svelamento dei contenuti della manovra. ‘«Domani sarà molto interessante sentire la lettura che Monti darà dell’azione di governo finora e della prospettiva», ha detto infatti Riccardi ai cronisti assiepati all’ingresso di Palazzo Chigi. ”Ora potrei dire solo spezzoni – ha poi aggiunto – aspettiamo di sentire Monti domani”. L’unica anticipazione è la promessa che le misure per la crescita verranno adottate entro gennaio 2012.

Un comportamento decisamente insolito, e dettato forse dal desiderio di non condizionare ulteriormente l’andamento dei mercati proprio nell’orario di chiusura. Insolito anche l’ordine del giorno di questo Consiglio dei Ministri straordinario, che come unici punti prevedeva un decreto legislativo con «misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura»; un altro con «modifiche ed integrazioni al DLG (…) concernente le misure di protezione contro l’introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali»; un decreto presidenziale inerente il regolamento «recante adeguamento delle tabelle relative agli uffici marittimi di Civitavecchia, Barletta, Capri, Ponza, Porto San Giorgio, S. Agata di Militello e Ostia»; e che lasciava, in sostanza, il ghiotto pacchetto della Fase Due relegato tra «varie ed eventuali».

Insomma, molto rumore per nulla. E non serve nemmeno scomodare Shakespeare per raccontare una giornata carica di attese ma povera di contenuti. Intanto, dopo gli illusori miglioramenti di ieri mattina, lo spread continua a galoppare, chiudendo nella giornata di ieri a 516 punti. Ma questo non sembra preoccupare il Governo che, anzi, si riserva addirittura il “coup de théâtre” per il discorso del premier di quest’oggi. Quasi si trattasse del lancio di una prima visione mondiale, e non della manovra chiamata a ridare credibilità internazionale all’Italia e a mettere in moto la macchina della ricrescita e del lavoro.

E così, della tanto attesa seconda fase della manovra Monti, non restano per il momento che congetture e previsioni. Al centro delle attese restano sempre le liberalizzazioni, sventolate dall’esecutivo come un sicuro volano per economia e occupazione. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e lo stesso presidente del Consiglio, Mario Monti, avevano dichiarato che l’esecutivo era ”pronto ad azioni coraggiose”. Sempre lo stesso Passera aveva ventilato che già ieri avrebbero potuto essere diffuse le prime misure nel campo delle liberalizzazioni, per lanciare un segnale ai mercati. Ma dal cdm del mistero di ieri i ministri sono usciti abbottonati come più non si poteva.

Nel mirino delle liberalizzazioni dovrebbero comunque restare farmacie, taxi (salvo nuove e probabilissime barricate), carburanti, gas, servizi postali e servizi pubblici a livello locale. Allo studio del governo anche la riforma del mercato del lavoro, a iniziare dal cuneo fiscale. Ma anche la possibilità di aggredire il problema della precarietà, che coinvolge soprattutto i giovani, con l’istituzione di un contratto unico da collegare a produttività e anzianità con particolari agevolazioni fiscali. Provvedimento, quest’ultimo, già anticipato nei giorni scorsi dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Nel probabile quadro della seduta, anche la questione degli ammortizzatori sociali: i bene informati prevedono un sistema di sussidi alla disoccupazione sull’esempio di altri paesi europei. Sembrerebbe accantonata, almeno per ora, la questione dell’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che impedisce licenziamenti senza giusta causa nelle imprese con più di 15 dipendenti.

L’unica certezza è la riforma delle rendite catastali, che si baseranno non più sui vani delle abitazioni ma sui metri quadri. Un’altra doccia gelida per i proprietari di immobili, già piegati dall’avvento dell’Imu anche sulla prima casa. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *