A scuola di Tav

By Redazione

dicembre 28, 2011 politica

Su Corriere.it del 27 dicembre Benedetta Argentieri ci descrive un originale avvenimento: un pullman del liceo Federici di Trescore Balneario, Bergamo, arriva con una sessantina di studenti a Giaglione, in Val di Susa, 250 chilometri ad ovest. Li attende Guido Fissore, consigliere comunale No Tav di Villar Focchiardo, 66 anni, pensionato. Accompagnano gli studenti due insegnanti di religione del liceo, che ha approvato il piccolo tour in sede di consiglio d’istituto. I ragazzi vengono portati a vedere i posti luogo della protesta, fanno una bella passeggiata, fotografano, fanno domande a Fissore. Arrivano alle reti di recinzione e lì entra in azione la Digos, sempre in allerta visti gli accadimenti degli ultimi mesi. I professori vengono identificati perché stanno transitando in zone dove non si può passare ma rimangono tranquilli. Sono riusciti a portare i ragazzi a toccare con mano una realtà che viene loro filtrata soltanto mediante la tv e i giornali: chi protesta da una parte, chi risponde dall’altra, in mezzo le forze dell’ordine cui tocca il compito di scontrarsi con i No Tav.

Chi non rimane tranquillo è Stefano Esposito del Pd: deputato di 42 anni della prima circoscrizione piemontese, ex consigliere provinciale nel torinese, attualmente in commissione Ambiente alla Camera. Esposito va su tutte le furie e scrive al neo-ministro dell’Istruzione Profuomo: “È sconcertante”, scrive, che “possa essere promossa e autorizzata una gita didattica in un luogo dove da mesi si commettono reati”. Quindi “portare degli studenti, peraltro minorenni, a violare un’ordinanza prefettizia e ascoltare sermoni contro lo Stato non ha nulla a che vedere con l’approfondimento del fenomeno sociale e politico dell’opposizione alla Tav”.

Ora sui sermoni contro lo Stato non crediamo che i due prof di religione abbiano potuto influire molto, né ce li immaginiamo lì a parlare come fossero dei “Che” Guevara qualunque. Magari Fissore sì, ma speriamo che i ragazzi siano stati abbastanza maturi da cogliere lo schieramento del consigliere piemontese, che è per altro una delle guide politiche del movimento No Tav. E’ chiaro che per Esposito le cose non stanno così: i prof vanno puniti, i ragazzi sono stati vittime di un’iniziativa da delinquenti, non ci si deve avvicinare ai cantieri No Tav, è proprietà privata di chi decide politicamente le sorti delle valli del nord-ovest. E’ proprio vero che il Pd è in crisi: un pullman di 60 ragazzotti bergamaschi hanno creato una reazione isterica con tanto di lettera di protesta al ministro preposto. Sempre perché per Esposito è meglio che i giovani rimangano a vedere la realtà dalla televisione: noi invece stiamo con chi le cose le va a vedere di persona e si fa un’idea toccando la realtà vivida. Siamo fiduciosi che i ragazzi, che non sono stupidi, si siano fatti la propria idea. Evidentemente Esposito li sottovaluta e li ritiene dei soggetti passivi e manipolabili. Noi no.

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