Mission: Impossible “Ghost Protocol”

By Redazione

dicembre 27, 2011 Cultura

“Mission impossible- The Ghost protocol” rappresenta il passaggio ufficiale della fortunata serie dei film di successo di Tom Cruise, che li produce pure, direttamente dal genere d’azione alla categoria dello spirito del video gioco. Sotto questo aspetto il film è riuscitissimo. Sia pure con un ritmo e un’azione che diventano vagamente stucchevoli per la prevedibilità di ogni iperbole possibile.

Stavolta la caccia si snoda attraverso le location di Dubai, di Mumbai e di altri paesi delle meraviglie. In una sorta di rincorsa all’attualità, compreso il rinascente conflitto Usa – Russia, magari per l’incomprensione reciproca che entrambi i servizi segreti, l’immaginario Imf di Cruise e quello omologo russo, nutrono. Visto che stanno dando la caccia allo stesso fanatico terrorista, Cobalt, esperto di armi nucleari e teorico dell’igiene dell’umanità attraverso una catastrofe rigenerativa. Non inganni la trama paccottiglia: Cruise ormai ci ha “drogati” con le proprie imprese impossibili e ogni volta non può che darci di più, assuefatti come siamo alle sue sparate. “Protocollo Fantasma” preferisce agire  su un terreno specifico, quello del cinema d’azione e delle sane scazzottate, prediligendo uno stile asciutto alle armi avveniristiche e con spericolate acrobazie tra la Russia, Dubai e l’India. Poco spazio alla burocrazia, le azioni sono guidate da Ethan Hunt “costretto” a fidarsi di un team improvvisato , con un agente che è massacrato per i sensi di colpa di avere lasciato morire proprio la moglie di Hunt.

La trama è questa, nel bene e nel male: gli agenti della IMF Jane Carter (Paula Patton), Trevor Hanaway (Josh Holloway) e Benji Dunn (Simon Pegg) sono impegnati nella ricerca di un corriere che trasporta alcuni codici necessari per un lancio nucleare. La prima “missione impossibile” fallisce e i codici finiranno nelle mani dell’assassina professionista Sabine Moreau (Léa Seydoux).  Ventiquattro ore dopo, in un carcere moscovita, Ethan Hunt- Tom Cruise, è protagonista di una rocambolesca fuga scandita nel piano da un brano di Dean Martin come sottofondo musicale. L’evasione è favorita dal governo statunitense che ovviamente assegna la missione come “protocollo fantasma”: tu non esisti, non hai mai parlato con noi e se fallisci te la prendi nel c…

In fondo le stesse cose che accadono nella realtà ai nostri maldestri agenti dell’Aisi e dell’Aise, con la differenza che questi ultimi sono pagati a bella posta per offrire il loro posteriore quando i politici criticano i capi per i metodi usati. E con il non piccolo particolare che spesso le missioni impossibili della realtà che viviamo sono anche alquanto inutili, si pensi, un esempio per tutti, al rapimento dell’imam Abu Omar a Milano che ha mandato letteralmente a puttane l’intera rete Cia in Italia quando il sospetto terrorista era già “sotto ciocco” della Digos e della magistratura milanese. Forse la vera “mission impossible” che Cruise non potrà mai affrontare è proprio quella di vincere contro una burocrazia ottusa e ostile come quella italiana divisa tra gelosie corporative e desiderosa sempre di mettersi in mostra nell’olimpiade delle indagini. Difficile prevalere contro chi da sempre è solo “chiacchiere e distintivo”. Il video gioco non basta. Comunque dal 13 gennaio tutti al cinema per questo rito di passaggio.

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