Fase 2: boh

By Redazione

dicembre 27, 2011 politica

I giornali l’hanno già battezzata “Fase 2”. Secondo il premier Mario Monti, si tratta semplicemente della naturale appendice alla manovra “lacrime e sangue” pre-natalizia. Per i mercati, potrebbe essere il momento del piano per la crescita, dopo mesi di attese e palliativi. Al di là delle definizioni, le prossime mosse del governo non solo saranno fondamentali per riconquistare la fiducia delle borse, ma rappresenteranno anche il banco di prova decisivo per un esecutivo di tecnici eccellenti che, fino ad ora, non è riuscito a portare a termine nemmeno uno dei compiti che gli erano stati affidati: liberalizzazioni, risanamento, riforme, rilancio.

Il presidente del Consiglio, che si è dato tre mesi di tempo per chiudere la partita, stavolta assicura: “Compiremo scelte coraggiose”. Eppure, secondo quanto dichiarato dal ministro delle Politiche Comunitarie, Enzo Moavero Milanesi, le misure per la crescita potrebbero essere adottate “non necessariamente in un unico pacchetto, ma in una progressione di diversi interventi”. Intanto lo spread vola, per nulla rintuzzato dalla terapia d’urto del governo Monti: il differenziale tra Bund tedeschi e Btp nostrani ieri ha toccato i 520 punti, mentre il rendimento dei titoli italiani è arrivato al 7,2%.

Sul tavolo tornano ancora una volta le liberalizzazioni, dopo gli scontri con le lobbies e i gruppi di interesse, il lavoro, con il depennamento della proposta di abolizione dell’articolo 18, e il fisco. Ma anche gli ammortizzatori sociali e le infrastrutture. Se ne discuterà quest’oggi in un consiglio dei ministri straordinario circondato dall’attesa generale. Dalla sua Monti ha l’imprimatur dei leader dei principali partiti, che aveva incontrato prima della pausa natalizia, e le schiarite nei rapporti con le principali sigle sindacali, placate dalla promessa di non toccare lo Statuto dei Lavoratori.

Ecco gli argomenti all’ordine del giorno. Sul fronte delle liberalizzazioni, ritornano nel mirino del governo le farmacie, i taxi, i carburanti, ma anche gas, servizi postali e servizi pubblici locali. Salvo soprese, sui primi due punti tornerà inevitabilmente ad accendersi lo scontro con le associazioni di categoria, decise a non cedere il passo. Non è escluso, tuttavia, che alcuni dei provvedimenti in questo senso vengano già adottati nella giornata di oggi, allo scopo di rassicurare i mercati circa le effettive buone intenzioni del governo italiano.

Sul fronte del lavoro, invece, escluso un ritorno alle proposte di abolizione dell’Articolo 18, si cercherà di ridurre il cuneo fiscale, oggi tra i più alti in Europa (46,9%), così come riportano anche i più recenti dati Ocse. Dal ministro Elsa Fornero, arriva poi la proposta di un contratto unico e a tempo indeterminato rivolto ai giovani che fanno il loro ingresso nel mercato del lavoro. La nuova forma di contrattualizzazione prevederebbe una bassa retribuzione di partenza, da incrementarsi nel tempo sulla base della produttività e dell’anzianità del dipendente.

Ma l’esecutivo annuncia una riforma specifica anche per ammortizzatori sociali: tra le proposte, quella di introdurre un sistema di sussidi di disoccupazione sulla base di quelli già esistenti in altri paesi europei. Infine le infrastrutture, unico vero nodo del pacchetto sul quale si potrebbero effettivamente fondare prospettive per la crescita: il primo gennaio 2012 nascerà una speciale agenzia deputata alle infrastrutture stradali e autostradali, alla quale verrà affidato il compito di velocizzare il varo delle grandi opere in grado di aiutare la crescita economica. Secondo quanto affermato nei giorni scorsi dal ministro per lo Sviluppo Economico e le Infrastrutture, Corrado Passera, con l’istituzione dell’Agenzia “si porta a compimento, rafforzandolo, il processo di separazione tra soggetto concedente e concessionario”.

Politica, parti sociali e mercati, intanto, aspettano al varco il governo: stavolta occorrono contenuti concreti, in grado di salvare il paese dalla speculazione, ridare fiducia alle borse e costruire la crescita.

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